**Sweet dreams are made of little things**

Mignon = unexpressed desire
Piccoli, luccicanti, perfetti. Al primo sguardo verrebbe voglia di non mangiarli, sono quasi troppo belli per essere addentati e distrutti. Espressione di estetismo puro da parte di qualche pasticcere che nel farli c’ha messo l’esperienza di una vita e l’anima. Io li vedrei bene in esposizione, teche permanenti contenenti oggetti d’arte, piccoli capolavori artigianali. Ahimè, trattasi di dolcetti da fine pasto. In genere, il pasto in questione è quello della domenica e coincide con il sacro rituale del pranzo con la famiglia per intero. Una di quelle cose rispettabilissime e da far rispettare. Proprio in quel fantastico momento settimanale, accade che dopo un pranzo dalle 3000 kilocalorie si passa ai mignon. Non uno, più di uno. Ciò giusto per togliere il sapore del maiale al sugo accompagnato da tanto di gnocchi fatti in casa dalla nonna. E intanto che loro, piccoli e bellini se ne stanno lì incellofanati ad aspettare il fatidico momento che li vedrà distrutti e consumati, noi discorriamo in chiacchiere tessendo i tanti pezzi della nostra vita, come un puzzle che non si compone mai e senza soluzione.
 

   

Questo è quel che accade nelle tavolate domenicali, quando la gente si riunisce  e piuttosto vorrebbe trovarsi da un’altra parte, possibilmente non parlando di sè, non psicanalizzando situazioni, persone, cose. Parte di questo accade anche al bar, nella compagnia di un caffè, quando l’occhio cade su quelle prelibatezze quasi auree, intoccabili, intanto che si fanno i conti con il tempo che passa rapidamente e con le ansie quotidiane.  Accade nelle circostanze in cui è d’obbligo trovare argomentazioni perchè magari è finito il repertorio di frasi fatte. Così come quando si è troppo presi dall’emozione ed è stato detto qualcosa di irreparabile, quindi meglio metterci un dolcetto sopra. 

E mentre tutti parlano, chi più chi meno della propria vita, chi più sincero chi più attento ad ascoltare gli altri per non perdere pezzi di sè, io osservo questi piccole gioie che ammaliano la vista e riempiono la mia mente di nostalgia. Cerco di dargli una dimensione di verità, nella loro piccola perfezione vedo il riflettersi di un mondo imperfetto e mi accorgo di quante cose ci sarebbero da rimpicciolire e da curare nei particolari. Quest’armonia di forme, colori e sapori  è l’espressione di ogni singolo desiderio inespresso. Ne scegliamo uno, quello che più s’avvicina all’idea che abbiamo di “completezza”. Quello che, in base alle nostre modulazioni interiori, ci darà un senso di sazietà e ci regalerà un breve momento di dolcezza che come un sipario cadrà sulla nostra ordinaria solitudine. Così, i nostri desideri più intimi e nascosti vengono condensati in un mignon che un estraneo ha preparato per ignoti. 

Pasticceria = Magia

Annunci

Pubblicato da

Enza Maria Saladino

Ho l'animo nomade, lo spirito mutevole, i piedi per terra, la testa per aria e le mani nel digital.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...