Crepe, give me a hug!

“La semplicità è la gloria dell’espressione” Walt Whitman
Oggi pubblico un post semplice, anzi, un post che è testimone di un piatto semplice, veloce e buono. Non avevo grandi cose ieri ma tanta era la voglia di preparare qualcosa di rapido e gustoso. Così, buttando un occhio in dispensa e memore delle colazioni con i miei amici tedeschi in Spagna, ho deciso di preparare la mia crepe.

Senza prendere misure e accorgimenti vari – come spesso faccio – ho sbattuto un uovo a cui ho aggiunto un po’ di latte, farina autolievitante e zucchero di canna. Poi ho versato il composto nella padella e sono uscite fuori due belle crepes dello spessore più simile a un pancake…merito della farina autolievitante! Ho farcito la mia crepe con della marmellata di fichi e mandorle, l’acquisto più recente e ben riuscito. Poi ho adagiato delle fettine di mel sullo strato di marmellata e ho chiuso a tovagliolo. 
Di questo piatto, oltre che il gusto, mi piacciono i colori e le forme. E’ una composizione calda, rimanda a una dimensione accogliente, a un abbraccio. La crepe è un mondo rotondo e dolce su cui si posa un velo di frutta particolare dai toni arancione-ramato. L’accostamento frutta fresca (mele) frutta secca (fichi e mandorle) rafforza il senso del dolce. I morsi sono corposi, i livelli gustativi differenti, perfettamente in armonia. Le tonalità della mela aumentano la luminosità del piatto, e creano un climax a livello visivo e gustativo. I giochi di luce del barattolo di vetro e del bianco del marmo aiutano a creare rifletti coinvolgenti per il mio obiettivo e la reflex. 
Il food è sperimentazione, armonia di forme, ricerca della luce perfetta. 
  
E come tutte le cose dolci, questo è uno di quei piaceri da concedersi ogni tanto. Vuole essere come uno di quei momenti fatti per raccogliersi attorno a se stessi, amarsi. Sono sempre più fuggevoli gli attimi in cui si sta da soli e si può consumare un pasto fatto con le proprie mani, assecondando un proprio desiderio. E sempre meno sono i momenti per riflettere sul cibo, sull’importanza di ciò che si sta preparando, assimilando. 
Per questo cerco continuamente di ritagliarmi i miei momenti foodiani e di riflettere su di essi, comprendendo me stessa e chi sono fino al punto X della mia vita. Questo barattolo, ad esempio, è l’inizio di un percorso assaporato qualche settimana fa, non ancora giunto a metà ma svuotato della parte iniziale, assimilata. Mele e Pancake sono i ricordi dei miei amici, la colazione con Marianne a Barcellona, le lezioni di german breakfast in spanish. E come questa, tutte le altre creazioni sono sempre un qualcosa che si inserisce all’interno di un flusso temporale di crescita, specchio di me stessa. Quando avrò svuotato il barattolo mi renderò conto, guardando indietro, di tutti i momenti dolci che mi sarò concessa e dell’importanza che hanno avuto per me soprattutto le cose semplici, come questa. 
Enza Maria Saladino
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Pubblicato da

Enza Maria Saladino

Ho l'animo nomade, lo spirito mutevole, i piedi per terra, la testa per aria e le mani nel digital.

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