creativity in food · metafore e sentimenti

Esperienza foodiana in UK.

Due settimane fa ho fatto un viaggio. La meta non era del tutto sconosciuta visto che lì ho vissuto per un po’, però Londra è talmente grande, e talmente bella che è sempre la prima volta, in tutti i sensi. Questa città è un grande movimento che trascina. O ti fai dominare e decidi di esserne dentro, lasciandoti trasportare dal caos danzante, oppure ti prende male, malissimo. Nella prima ipotesi Londra supererà ogni aspettativa e il ritorno non sarà altro che un mix di ricordi che farai fatica a mettere in valigia, come polaroid che attacchi al muro e cadono via. Non c’è collante che regga. Nella seconda delle ipotesi, la mia risposta è: conosci te stesso. Se non sei un tipo da metropoli e non te ne frega un cazzo di respirare un po’ d’aria “diversa” fatta da gente diversa, tendenze di tutti i tipi che non vedrai mai se non andando lì, moda, arte, cultura, cibo, lingua, colori, suoni, mezzi di trasporto, animali e piante, sensazioni un po’ più avanti eccetera eccetera, allora sta lì, nella tua casetta di periferia a riscaldarti nella piacevole illusione che non ti manca niente e che la tua vita è just perfect.

Ora torniamo al senso di questo articolo, che non è convincerti ad andare a Londra a ogni costo, abbandonando per 4 giorni la tua perfetta dimora, ma raccontarti la mia esperienza foodiana a Londra. Faccio una premessa: parlare di Londra non è semplice per me per una serie di motivi. Un po’ come quando ho scritto di Firenze, anche stavolta non riesco ad essere impassibile. Le emozioni sono frecce che partono a raffica in direzioni diverse, e faccio fatica a capire dove vanno a colpire con esattezza. Però ci sono, e sono tante. Londra regala moltissimo a chi sa cogliere tutta quella poesia. Ce n’è tantissima, in ogni angolo della città. Non è il paradiso, è una grande, fottuta metropoli che funziona. Di stimoli ce ne sono come se piovesse. Ovviamente sta alla sensibilità individuale coglierli. *Promemoria: 

la-mente-paracadute

Dopo questa opportuna premessa, ti segnalo un luogo dove ho fatto una delle migliori esperienze foodiane dell’anno. Mi trovo a Covent Garden, nel cuore di Londra per capirci. E’ l’antico Apple Market, dove adesso, oltre ai mercatini vintage trovi boutiques e café vari. Costosissimi e da sogno, per capirci. Il 10 novembre l’atmosfera è natalizia, come fosse la vigilia dalle parti nostre. Solo che gli inglesi vanno pazzi per queste festività e hanno manie di grandezza che personalmente approvo. Hanno gusto, anche quando si tratta di addobbare le strade e i mercati con palle rosse, enormi, che cascano sulle teste delle persone. Come a dire: lo spettacolo è ANCHE sopra la vostra testa. Fantastico.

Lon

Beh, dopo il cibo per gli occhi anche lo stomaco ha iniziato a richiedere carburante. In realtà lì è quasi impossibile trattenersi dal non comprare un muffin, o un cookie, o un brownie o qualsiasi altra roba burrosa/cioccolatosa. That’s London! Però, girando l’angolo si possono fare incontri sorprendenti. Esattamente come quello che ho fatto mentre cercavo un posto dove mangiare qualcosa di caldo. Ah ecco, da tener presente: a Londra fa anche un fottuto freddo. Ma sopportabilissimo, perché mille altre cose compensano questa pecca. Sono entrata in un caffé piccolissimo, accolta da una ragazza stragentile che mi dice di aspettare. E lì ho ricordato i tempi quando anch’io facevo questo lavoro, e prendevo le mance e non mi dispiaceva poi così tanto servire la gente ed essere gentile con loro.

Sono subito rimasta colpita dai panini esposti e dalla cucina visibile non appena si entra nel locale. Avrei aspettato, anche mezz’ora, ma sapevo che quello lì non era né un posto turistico, né un posto scontato con cibo scontato. Ho aspettato anche meno, al primo tavolo libero mi sono seduta con i miei amici e abbiamo subito ordinato. Il menù del giorno offriva una zuppa di spinaci, tra le altre cose. Decisi che avrei preso quella per scaldarmi e a seguire un club sandwich. Ecco, parlare di quel cibo, di quel buonissimo cibo è difficile. Hai presente quando mangi qualcosa e il sapore, già dal primo assaggio è esattamente come lo avevi immaginato se non migliore? Ecco, mettici anche che sei affamato, fa freddissimo e in quel momento per te il paradiso è un posto caldo, buon cibo e gente accogliente. E’ stato tutto così. Anzi pure meglio. Con meno di 10 sterline ho preso una zuppa, un club sandwich che non sono riuscita a finire e che ho condiviso con i miei amici, per la loro gioia e una coca zero. E in nome dello “SHARE” abbiamo anche assaggiato un’ottima apple cake appena sfornata con crema a gogo al profumo di cannella.

zuppa

club

cake

Il tutto piacevolmente colorato da un italo-americano che ha attaccato discorso con noi,  nel suo splendido inglese, affascinato dalla nostra lingua e da un altro signore, british inside, che ci dice: “This is the best café in Covent Garden” e ci indica cosa è meglio mangiare. E c’aveva ragione.

Al MASTERS DINER non importa se ordini alle 15.00 una colazione inglese con tanto di uova, salsiccia e funghi trifolati, piuttosto che un hamburger di manzo, un bagel con formaggio o una mud cake. Lì importa solo esserci. Perché lì sanno accoglierti, sanno farti da mangiare, sanno farsi ricordare.

master

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