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Le cose che mancano

Qualche anno fa sul blog scrivevo della Sicilia e di casa. Niente è cambiato da allora, o forse solo la malinconia che diventa più pesante con il passare del tempo. Ancora non ho ben capito di che tipo di sentimento si tratti, se ha a che fare con le persone, con i luoghi, o se invece è legato all’assenza del mare o all’assenza di punti fermi nella mia vita. Forse è nella natura di chi come me è nato sul mare e ha sempre visto grandi barche e piccole barche partire, andare da qualche parte, senza remi. C’è questa parte di me che se da un lato riconosce la fatica spesa nell’avere  punti certi, dall’altro ha sempre apprezzato il silenzio che passa dal momento in cui la scia bianca nel mare scompare tra le onde e la barca non si vede più.

A volte ho la sensazione che anche la Sicilia mi lasci così, come una barca che si allontana piano piano della quale non rimane nemmeno la scia nel mare. O forse è il contrario, sono solo io che mi allontano e la Sicilia resta lì, dove è sempre stata.

Di certo durante questi anni spesi a costruire il mio bagaglio personale ho anche fatto una cosa importante che è quella di aver riconosciuto pezzi di me che appartengono a luogo che mi ha visto nascere, la cui rarità è così rara e vera da scontrarsi con il resto delle cose nel mondo. Così mi porto dietro l’autenticità, le superfici aspre e infinitamente belle, la passione, la saturazione, i contrasti che rendono la vita viva e che fanno sentire vivi. E insieme a questo, mi porto dietro tutto quello che agli occhi altrui non va bene, che è fuori posto o sbagliato, ma va bene così. Questo è il posto in cui mi riconosco, ora più che mai, soprattutto a distanza. Questo è quello che sono e che porto dentro, insieme a tutto quello che i miei occhi hanno visto e le mie mani hanno toccato. Insieme a tutti i sapori veri che riuscirei a riconoscere in mezzo a mille altri che di fronte a essi perdono valore.

Nel 2012 scrivevo un post sugli gnocchi fatti a mano di mia nonna, con le foto che io stessa scattai durante un giorno caldo in Sicilia. Questa è una delle cose che mi manca. Vedere mia nonna intenta nella preparazione con l’entusiasmo di qualche anno fa e la voglia di fare. Condividere un momento con lei, uno di quelli già trascorsi e che non torneranno più. Scriverne mi aiuta a ricordare, ma anche in questo caso, vedo quel momento sempre più lontano, come la barca di cui parlavo che lascia la scia nel mare dei ricordi.

How my grandma makes "gnocchi"...Fast station, low food, lonely people, lots of photos...

Parlavo anche dei frutti del mio giardino, quelli che mia madre raccoglieva nell’orto di casa che nel frattempo è cambiato. Parlavo anche del mio mare e della voglia di rivederlo, come un vecchio amico per riabbracciarlo. Ero nostalgica anche allora, certe cose non cambiano.

Vorrei poter tornare indietro con la mente, se avessi il potere di farlo, e fermarmi un istante lì, dimenticando il resto a cui ho dato tanta importanza finora.

Taste of Sicily

 

 

 

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