L’oroscopo 2015 è servito!

Anzitutto Buon Natale a tutti (anche se in ritardo), specie ai seguaci di Foodianesimo. Un augurio particoloare e dal profondo del cuore a chi non si sente in colpa il giorno di Natale, nè i giorni successivi a causa delle infinite portate. A chi non aspetta altro ed è amante delle abbondanze a tavola, piuttosto che delle abbuffate. Si sa che a Natale i piatti hanno un vestito più bello, e questo è quel che ci piace  (oltre ai ripieni, chiaramente).

Fatta questa doverosa intro, passiamo al tanto atteso oroscopo. L’anno scorso, l’oroscopo foodiano fu un successo, quest’anno mi aspetto la stessa identica cosa. Dopo l’oroscopo old-fashioned di Paolo Fox, arriva quello di Foodiana.

Ripeto, tutto ciò che leggerete ha la sola finalità ludica. Non prendete troppo sul serio quel che sto per dirvi. Queste raccomandazioni, invece, vanno prese alla lettera, seriamente.

Pronti? Via.

Ariete

Il primo segno è sempre quello più impegnativo da raccontare, e così anche voi. Richiedete impegno. Sai essere il migliore tra gli amici e il peggiore tra questi proprio per il tuo modo d’essere “eccessivo”, testardo a tratti, ma grande creativo. Impulsivo quanto coraggioso, temerario e codardo se la situazione lo richiede. Penserai sempre d’essere nel giusto, e a chi ti correggerà cercarai di cavare un occhio possibilmente. Ma ti amiamo per questo! Indossi le corna e lo fai con fierezza. Ariete, l’anno scorso ti avevo indicato il colore rosso e come piatto una simbolica Red Velvet. Hai osato? Quanto sei stato romantico? Quando dolce? Quanto niente di tutto questo?

Riflettici, la risposta è dentro di te. Da parte mia, ti consiglio di applicare ai tuoi nuovi giorni del 2015 una parola nobile, Libertà. È quella che si adatta meglio al tuo spirito mutevole e fiero. Se riesci ad aprire il cuore a chi devi, ti ergerai in tutta la tua eleganza di farfalla travestita da animale pesante.

Piatto del segno: Mille Feuille

Cerca di guardare alla vita come un dolce fatto a strati. Ognuno di essi è importante e regge l’intero peso della composizione. Definisci gli ingredienti, la quantità e le misure del tuo piatto e servilo alla platea, tutta.

Toro

Grandi soddisfazioni nel 2014, tante gioie e momenti indimenticabili. Ecco, ora che di questi ne hai fatto il pieno cerca di usare tutta l’energia positiva che ti hanno regalato per iniziare il 2015. I primi 3 mesi saranno un po’ difficili da far “partire” diciamo, sei un segno che ci mette un po’ a capire e fa fatica ad accettare alcuni cambiamenti. La tendenza è quella di trovare una stabilità dove fare il nido, un comodo rifugio per te stesso e chi conta per te, lasciando fuori le scomodità della vita. Per fortuna, grazie al fatto di vivere anche con quelle, usciamo dal nostro recinto e ci buttiamo nel mondo. E il mondo rivela infinite sorprese, soprattutto a chi ha qualche remota paura e freni inibitori. Butta via tutto questo e parti, se ci riusci, senza freni. Ti scontrerai con qualcosa di brutto, ti farai male, soffrirai ma in mezzo a tutto questo, troverai la chiave della tua felicità.

Te la lascio immaginare come questa piramide di Profiteroles: le distese ardite, e le risalite…

Gemelli

Siete un fiore che sboccia troppo presto, e uno scrigno prezioso che contiene gioielli preziosi. Avete tutto dentro, Gemelli. Non vi manca nulla, forse solo un po’ d’intuito e la pazienza, che è sempre bene avere amiche. Il 2015 vi sorprenderà in positivo. Resterà a voi goderne o meno, con lo spirito che deciderete di indossare in quel momento. Ogni tanto siete malinconici, avete l’innata tendenza a fare grandi salti nel passato e restare lì per poi, a immaginare come sarebbe stato se aveste preso quella via e non l’altra, come eravate quando non vi era ancora cresciuta la barba, cosa mangiavate la vigilia del Natale e i sogni che facevate. Bene, viste le risorse che avete, applicate la vostra fervida immaginazione mista al sentimentalismo puro che vi contraddistingue al futuro che sognate per voi e fatene un’opera d’arte.

Piatto del segno: l’immancabile pizza margherita, con mozzarella di bufala. Perchè? Lei è perfetta, non ha bisogno d’altro, va solo gustata lentamente perchè se no finisce subito.

Cancro

I migliori frutti sono quelli che si colgono nè troppo in fretta, nè troppo tardi. Il momento giusto è quello ed è uno. Occorre attendere, saper aspettare, essere accorti e cogliere l’attimo. Servono un sacco di qualità per prepararsi a gustare il momento perfetto e non è mai facile. Quante occasioni perse perchè era o troppo presto o troppo tardi, quanti frutti non colti e lasciati lì a morire, incuranti di quanto buoni sarebbero stati e di come avrebbero portato quel qualcosa in più in quel momento, non dopo. Ecco, per il 2015 vi consiglio di cogliere quanti più frutti possibili, ma di farlo nella giusta maniera in modo da goderne appieno intanto che avrete fatto vostre qualità necessarie quali la perseveranza, l’impegno, la pazienza e la cura per le cose.

Piatto del segno: Bavarese alle mandorle e melograno

Per utilizzarne i semi, si sa, occorre prima raccogliere il frutto. Sarete irresistibili se saprete aspettare il momento giusto per esserlo.

 Leone

Qual è quella cosa che proprio non avete accettato dell’anno che sta per finire? Quale la battaglia persa che non avete proprio digerito? Quale sconfitta non vi fa dormire la notte? Forse è più di uno il fallimento che sentite di avervi buttato alle spalle ma che ancora vi tormenta. Ma c’è di certo qualcosa che avreste voluto cambiare. Dite la verità: non vorreste tornare indietro e fare in modo che le cose vadano per il verso opposto? Chi non vorrebbe avere il potere di farlo! E invece no, la vita è imprevedibile ed è fatta di battaglie, ogni giorno. Questa la tua visione delle cose, Leone. Un giorno ha un bottino da portare a casa, un trofeo da conquistare, una vittoria dietro l’angolo. Ma sei umano e puoi perdere, specie per chi ha peccato di eccessiva fierezza. Guarda alle battaglie perse come un qualcosa che ti è servito di lezione. Nulla è perso, nemmeno l’ultima delle battaglie che perderai, nemmeno l’ultimo degli amici che pensavi di lasciarti dietro. Tutti tornano alla fine, anche tu.

Piatto del giorno: La Cassoulet

La leggenda, riportata da Prosper Montagné, pone l’origine del cassoulet all’interno della città di Castelnaudary, durante la guerra dei Cent’anni (1337-1453). Durante l’assedio di Castelnaudary da parte degli Inglesi, gli assediati ridotti alla fame avrebbero riunito tutti i viveri disponibili (fagioli secchi e carni) per cucinare un gigantesco ragù o estofat per rifocillare e rinvigorire i combattenti. Questi ultimi riuscirono così a cacciare gli Inglesi e liberare la città.

Non c’è che dire, è il piatto per te.

Vergine

Anche i più forti a un certo punto crollano per mancanza di energie. È successo e succederà, ma è proprio quello a farti forte. Quest’anno tra voli e impennate, ci sono state anche le cadute in picchiata. È andata così, Vergine. Ti consiglio di trascorrere gli ultimi giorni prima dell’arrivo del 2015 all’insegna della Riflessione. Rifletti sul senso che vuoi dare alle prossime giornate. Cosa vuoi diventare? Cosa ti occorre per esserlo? Preparati che stai per salire sulle montagne russe. Ti aspetta un giro di giostra lungo e adrenalinico. Preparati. Quest’anno sarà un lungo e inatteso viaggio verso la felicità.

Piatto del segno: Sushi

Mantenetevi leggeri. Le emozioni saranno forti, si parte.

Bilancia

Pensate di aver esaurito le batterie, non ce la fate più. Quello che sognate in questo periodo, e da un po’ di mesi a questa parte, sono le vacanze. Le immaginate in posti tropicali, al sole, intanto che sorseggiate mojito all’ombra delle sempre verdi palme. Sveglia. Avete ancora un po’ di tempo per ricaricarvi prima di tornare a lavoro, non sprecate i giorni a immaginare dove vorreste essere e cercate invece di partire dal qui e ora. Quello è il posto dove dovete essere e dove dovrete llasciare la zavorra pesate che vi portate dietro, sempre. Per il resto, un po’ di sano epicureismo e senso estetico che vi contraddistingue serviranno a fare di ogni singolo giorno un bel viaggio.

Piatto del giorno: Involtini primavera. Perchè ogni giorno sia per voi una nuova rinascita.

Scorpione

Il tuo magnetismo ha attratto a te di tutto durante l’anno. Roba buona, roba brutta, di tutto proprio. Sei irresistibile, lo sai vero? Bene, a volte bisogna però capire che non sempre i propri pregi portano quanto sperato nella vita. Tutti vorrebbero essere come te e non capiscono perchè tu riesca a ottenere quel che vuoi con poco sforzo e loro no. Un po’, diciamolo, complice il fatto che il segno è uno dei più forti e ricco di carisma. Di solito ci si innamora di te al primo sguardo. Sii sincero: riesci a contare quante storie hai avuto? Ma tra l’amore e l’amate c’è di mezzo il mare. Immagina così il tuo 2015: diverse possibilità, tutte mete raggiungibili, anche le più impervie. Tu puoi. Riuscirai però ad attraversare quel mare o per pigrizia ti accontenterai delle conquiste facili e a portata di mano?

Decidi tu.

Piatto del segno: spaghetti aglio, olio e peperoncino

grande classico. La differenza la fanno i singoli ingredienti, l’esperienza e un buon palato il cui giudizio è insindacabile. Il vostro.

Sagittario

Il 2015 è rinnovo. Buttare il vecchio e far entrare il nuovo, e fate sul serio stavolta. Se siete in grado di liberarvi da quel che vi rallenta, riuscirete nei vostri progetti e raccoglierete abbondanti frutti. Durante l’anno vi ha frenato qualcosa, per questo molti di voi si sentiranno incompleti. Non temete, col tempo e la perseveranza si ottiene quanto sperato, specie se sarete in grado di rinnovarvi e alleggerire la corazza spesso pesante che indossate. Il nuovo anno sarà come un percorso ad ostacoli per voi. Supererete gli agguati disseminati uscendone indenni?

Piatto del giorno: Tartare

Crudo è bello. Piatto che ho avuto modo di apprezzare in Polonia, tra l’altro. Non l’avete mai assaggiato? Che aspettate!

 Capricorno

Capricorno, cosa ti sta più a cuore? Lavoro, amore, salute o fortuna? Nell’anno ancora in corso ti sei forse preoccupato di una tra queste, tralasciando le altre? Non credi che il tutto sia migliore delle singole parti? L’ideale sarebbe aspirare a un benessere a 360 gradi. Ovviamente, se c’è lavoro e non c’è amore poi tanto bene non si sta. Se manca la salute ma si ha il resto ancora peggio. Idealmente si punta in alto, la realtà nei fatti è molto diversa dalle aspettative. Quel che succede, invece, è sempre qualcosa della quale possiamo accontentarci o meno. Sta a te dare valore e significato a tutto quello che di buono o cattivo sarai capace di “raccogliere”. Non aspettare la fine del 2015 per farlo e ricorda che si raccoglie sempre ciò che si semina. L’ultimo dell’anno non dimenticarti di brindare a tutto quello che vorresti. Potrebbe essere l’anno giusto per te, per celebrare il tuo pieno successo.

Piatto del segno: carbonara

Il piatto completo per eccellenza, classico esempio di cucina tradizionale italiana che ovunque nel mondo cercano di imitare. Fa’ tuo questo piatto, sii unico, inimitabile ed eterno, come Mamma Roma.

Acquario

Il mare è tuo padrone, i fiumi tuoi amici, i ruscelli parenti stretti. Insomma, l’acqua è il tuo elemento e ti senti padrone in ogni tipo di situazione che non sia stabile ma piuttosto “mossa”. Bravo, hai una qualità che non tutti hanno: sapersi destreggiare nelle situazioni più difficili. La maggior parte delle persone ha bisogno di poggiare i piedi su qualcosa di stabile, tu no. Proprio per questo vedi le cose in maniera diversa e sei abituato a visitare gli abissi dell’animo umano. Grande idealista e sognatore, sei l’amico che tutti vorrebbero avere, il tuo cuore è grade come il mare. Sei cosciente di questo? Quanto dovrai ancora navigare per renderti conto che tutto quel che sei ti permette di fare grandi cose? C’è chi per risorse limitare può far poco, chi invece può molto. È il tuo caso, aquario. Fa’ che il 2015 sia l’anno in cui la tua opera, quella che sogni ogni notte e che vive dentro te, veda la luce. Buona fortuna, anche se non ne hai bisogno.

Piatto del segno: Muffin colorati

Viva gli eccessi, ogni tanto. E viva gli zuccheri colorati e i pois. Ci vuole coraggio a indossarli.

Pesci

Chiudiamo in bellezza con voi, amici Pesci. Instancabili nuotatori, chi conosce l’acqua meglio di voi? Come le correnti, siete mutevoli e questo vi rende dei grandi trasformisti. Seguirvi nei vostri percorsi non è facile, spiazzate tutti con le decisioni dell’ultimo minuto di cambiar rotta. Lo fate sempre. Viaggiatori instancabili, amanti del nuovo, siete tutto quello che normalmente un individuo stabile desidera essere. L’ideale a cui tendere, per me siete voi. Se siete felici o meno nel condurre questo stile di vita, non lo so, ma di certo fa parte della vostra natura. Riuscite a contare quante volte nel 2014 avete cambiato idea? Qual è stato il cambio di rotta più azzeccato e quale quello disastroso? Non fatene un dramma, in entrambi i casi. Il mare è mutevole e i giorni diversi l’uno dall’altro. Cercate piuttosto di lasciare un’impronta ferma al vostro passaggio, che sia come un libro di vecchie foto da sfogliare per non dimenticare. In futuro dovreste cercare di farvi ricordare meglio e più a lungo, senza per forza finire in qualche rete e farvi pescare.

Piatto del segno: per fruttariani e non, Macedonia!

L’oroscopo è servito, i piatti pure.

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Zuppa di Miso – √ done

Vivere nel quartiere multietnico di Roma ha il suo perché.

Ormai lo frequento da più di otto mesi e passeggiare per quelle vie fa parte della mia routine quotidiana: la mattina per andare a lavoro, la sera al rientro e nel weekend a far spesa. E’ un mix di cinesi, arabi, giapponesi e africani. Avrò contato si e no 3/4 negozi d’alimentari asiatici, ma ce ne saranno di più. Ora, al di là della mia passione per il cibo etnico e al di là della mia curiosità che mi divora e che si trasforma in un mostro bulimico che divora le cose, entrare a fare un giro in uno di questi negozi era un must. Chiaro che non si sarebbe trattato di un giretto fine a se stesso, occorreva avere una ricetta in mano. Fortunatamente, prima di avercela tra le mani, o meglio, sullo smartphone, la ricetta era già nella mia testa e faceva parte dei ricordi legati al gusto e agli odori. Dovevo fare la zuppa di miso, quella che ordino sempre come antipasto ogni volta che vado dal giappo o dal cinese. Mi sono documentata bene, ho fatto la lista della spesa e prima di passare da casa ho fatto un salto dagli amici giapponesi in piazza Vittorio Emanuele. Lì ho comprato questo: brodo dashi, tofu, miso, alghe wakame. Per fare la zuppa di miso servono questi semplici ingredienti. Si trattava della mia prima zuppa di miso homemade, e sinceramente non avevo idea di come fossero, né di come si presentassero o si trovassero tra gli scaffali di un supermercato. Entrata lì ho chiesto tutto al giapponese che mi guardava e sorrideva (per fortuna ridono sempre sti giapponesi) e che mi ha accompagnato nella scoperta di queste misteriose e affascinanti “materie prime”. Con 8 euro circa ho comprato tutto e una volta a casa ho dato il via alla prepazione della suddetta zuppa!

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Cosa occorre:

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> Alghe

In commercio esistono vari tipi di alghe. Per fare la zuppa di miso servono le alghe wakame. Si presentano secche e occorre immergerle per 5-10 minuti nell’acqua fredda. Non fate come me che ho preso un pugno d’alghe credendo fossero poche. Gonfiano tantissimo, come per magia. La scodella è diventata un lago d’alghe. Fidatevi del mio consiglio, basta una manciata, come fosse del prezzemolo. Io le mangerei pure a crudo, talmente sono buone. E i benefici per la salute sono tantissimi, documentatevi 🙂

> Tofu

Il tofu sta al latte di soia come la ricotta sta al latte di mucca. C’è da dire che il tofu ha un altissimo valore proteico, ma di per sé è inodore e insapore. Arricchisce la zuppa di miso e va aggiunto alla fine a pezzetti. Volendo si può anche frullare o schiacciare (è un tofu morbido, ha la consistenza simile al budino).

> Brodo dashi

E’ uno dei prodotti base della cucina giapponese ed è a base di pesce. Lo si può preparare a casa, ma visto che si è trattato della mia prima volta con la preparazione di questo piatto ho deciso di comparlo. Quello che si trova in commercio è granulare e per fare la zuppa di miso occorre anzitutto sciogliere il dashi nell’acqua tiepida.

> Miso

Veniamo all’ingrediente principale di questo piatto: il miso. Si tratta di un derivato di soia a cui vengono aggiunti altri cereali, ad esempio riso e orzo. Ha una consistenza morbida come fosse del burro di arachidi ed è molto saporito, oltre che nutriente. Attenzione a non esagerare con le dosi perché è molto salato.

La preparazione di questo piatto è semplicissima.

Una volta che il brodo è pronto, occorre aggiungere qualche cucchiaino di miso e portare a ebollizione. Successivamente, aggiungere il tofu tagliato a dadini e le aghe. Far cuocere per 2 minuti scarsi, togliere dal fuoco e servire. Il risultato è eccellente, il mio è questo:

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La storia finisce qui.

Restano le morali, più di una:

√ Mangiare bene è importante, variare spesso è necessario.

Il cibo è una scoperta sempre nuova: provare a realizzare un nuovo piatto equivale più o meno a lanciarsi con il paracadute. L’adrenalina dell’avventura dovrebbe essere quella. Ci si prova, buttandosi.

√ A ciascuno il suo: ognuno di noi ha i propri gusti, l’importante è assecondarli. Ci criticheranno spesso! Ogni giorno devo sorbirmi le critiche di mia madre quando le faccio presente che andrò a mangiare etnico o quando mi vede entusiasta nel mio esporle il tentativo di voler preparare una ricetta come questa ad esempio. L’importante è essere sicuri di sé, non seguire la massa e provare a fare e a essere la differenza.

√ Sono sempre più convinta che il cibo è un viaggio. Si parte con una valigia fatta di ingredienti, quelli necessari alla preparazione. E come ogni viaggio c’è l’attesa, l’eccitazione, la paura dell’imprevisto, le aspettative, il gusto del nuovo. E alla fine, resta il ricordo da condividere, quel sapore da trasmettere agli altri.

Tutto è possibile a chi osa cambiare gusti uscendo dalla propria “comfort zone”. Per noi italiani, così tanto attaccati alla nostra tradizione culinaria, riuscire a concepire un piatto del genere e inserirlo nella nostra dieta quotidiana è difficile, tanto.

√ Detto questo, esistono cose uniche e insostituibili oggettivamente. Il caffé ad esempio.  E per quanto io apprezzi quello lungo americano o il cappuccino frozen da Starbucks, e per quanto sia cosciente che con il tempo abitudini e gusti cambiano, ci sono cose che restano e altre che vanno via. E intanto che tutto nella vita diventa fluido e rarefatto come il tofu nella zuppa, mi attacco a un’unica piccola certezza: l’espresso.

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I buoni propositi – [foodianamente parlando]

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I buoni propositi vanno scritti perché dimenticarsene è un lampo. I miei buoni propositi (foodianamente parlando) partono da quelle che sono state le buone azioni dell’anno appena trascorso. Voglio augurare a me stessa di percorrere nuove strade, e che in ognuna di esse riesca a trovarvi qualcosa del vecchio – emozioni, sapori, persone – che ancora vive in me e che ha reso dolce, dal sapore indimenticabile il mio passato. Voglio migliorarmi, ancora. Per cui cercherò di essere più organizzata e vi regalerò (intanto che lo faccio anche a me) questa lista.

1. Mangiare sano

… ed evitare gli sgarri (ma non troppo spesso)

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2. Coccolarmi

libro+cioccolata+panna (e sono in paradiso)

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3. Mangiare all’aperto

per ricordarmi che oltre all’ufficio c’è la vita fuori. E respirare

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4. Pizza + birra dopo la palestra

Quando la fame è assurda e meritata. E tutto va in riserva 🙂

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5. Colazione fuori

Vuoi mettere un cornetto caldo, magari al cioccolato, e cappuccino puccioso intanto che entra gente interessante in quel bar vicino casa dove già conoscono i tuoi gusti, inclusa la brioche preferita?

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7. Pause merenda da SAID

La migliore cioccolateria a Roma, la più buona. Ok, una cioccolata in tazza costa 6 euro ma ne vale la pena. Il luogo è magico: è un’antica cioccolateria dall’atmosfera country-chic. Per innamorati e non.

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8. Creare 

farina + acqua e impastare. Partire dagli elementi base, e farci nuove cose. Mischiare, mixare, far lievitare, infornare, tagliare, servire: ripetere più e più volte queste azioni, perché più le si ripete più si diventa bravi.

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9. Ricordarmi delle buone tradizioni. E rinnovarle.

Brioche e granita. Non c’è cosa migliore. In estate, in inverno, in Italia, all’estero, in Sicilia. Sempre.

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10. Pausa caffé

Più di una al giorno, sempre. Ho una moka da comprare con relativa miscela buona a seguire.

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11. Provare cibi tipici 

L’anno scorso ho assaggiato il goulash a Trieste per la prima volta. Approvato!

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12. Fare un viaggio in una città e pranzare in una trattoria tipica

Proprio come a Firenze…

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13. Non smettere di andare dal cinese… 

(sake, fritti, wanton e tutta quella roba che non sai come la fanno ma sai che ne hai bisogno. All’occorrenza)

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14… e dal giappo 

(Ah, le crudité, come farei senza!)

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15. Ape, ape senza fine

Perché mangiare è importante, ma bere è necessario.

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16. Grazie a chi c’è stato. Il mio più grande proposito è quello di trascorrere più tempo con voi. 

(…e con chi ancora deve arrivare)

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PS: questa è un breve, brevissimo stream di foto fatte dal mio smartphone nel corso del 2013.

L’oroscopo 2014 – la fortuna vien mangiando!

A ciascuno il suo! Riflessioni e piatti segno per segno.

[il post ha la sola finalità ludica, solo perché si impara giocando. Che ci crediate o meno, prendetemi sul serio.]

Ariete

Il 2013 è stato un anno un po’ mononota come la canzone di Elio e le Storie Tese dell’ultimo Sanremo.  Niente sconvolgimenti emotivi particolari, a parte le volte in cui davanti all’estratto conto avete assunto un’espressione corrucciata che nascondeva il sussulto interno del vostro cuore. Sì, perché anche se duri e indomabili, un cuore ce l’avete e lo mostrate quando si presenta l’occasione o la persona giusta. Certo, mostrare il vostro cuore dura quando un cero che una volta acceso è destinato a consumarsi, ma anche questo fa parte della vostra natura. Siete spiriti liberi! E quanto vi piace ricordarvelo di tanto in tanto, eh? Fate bene, quindi, a spendere per viaggi, vestiti, borse, scarpe e tutte quelle cose di cui si potrebbe anche fare a meno e vivere ugualmente, ma voi che a voi stessi tenete più di qualunque altra cosa al mondo, avete bisogno di prendervi cura di voi stessi, concedendovi qualche piacere materiale, come Epicuro insegna. Siete un segno fiero, anche se instabile nei desideri e nei bisogni. Questo lo sapete ed è un po’ il vostro tormento. Consiglio per vivere meglio: lasciate la stabilità agli altri segni, intanto che voi vi prendete il lusso di cambiare posizioni, idee, amori. L’arrivo della primavera porterà piacevoli novità.

Piatto del segno: RED VELVET – per due ragioni: 1. Il rosso è il vostro colore, quindi, per inaugurare l’anno entrante nel migliore dei modi mangiare qualcosa di rosso è d’obbligo. 2. Il rosso è il colore per eccellenza della passione. Fate una bella scorta di romanticismo, quindi. I primi mesi del 2014 saranno parecchio freddi, ne avrete bisogno.

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Toro 

Nel 2014 dovrete adottare un dio-guida, un’entità qualsiasi, un guru che chiamerete LEGGEREZZA. Ebbene sì, l’anno è finito ed è arrivato il tempo di scrollarsi di dosso un po’ di roba vecchia e sentirsi più leggeri. In alcuni luoghi (remoti) d’Italia è ancora viva la tradizione di lanciare piatti e bicchieri vecchi fuori dal balcone, facendo attenzione a non causar danni a persone, come a voler scacciare il male accumulato durante l’anno. Ecco, Toro, prendi questo esempio come metafora. Allontanare qualcosa di negativo come un grande dispiacere richiede molto di più che lanciare un piatto dal quinto piano rischiando di esser beccati o di beccare qualche innocente. Quindi, coraggio: scrivetelo nei TO DO al rientro ferie, immaginatelo tatuato sul vello delle pecorelle che contate prima di andare a dormire, scrivetelo sui vetri appannati quando piove: LEGGEREZZA. Esser leggeri vi farà guardare le cose da una prospettiva diversa e vi renderà liberi di godere in maniera più consapevole di tutte le meraviglie che vi capiteranno nel 2014. Il prossimo anno ha in serbo novità elettrizzanti. Sta a voi decidere di correre il rischio di prendere la scossa o non prenderla affatto e vivere nella pesantezza del dubbio.

Piatto del segno: PINZIMONIO – per due ragioni: 1. il verde è il colore del vostro segno, quindi date spazio alle verdure, specie se verdi. 2. Un’antipasto colorato e fresco, prima di iniziare il cenone vi darà modo di non strafare con il cibo e riflettere sulla scelta del simbolo/icona a cui darete il nome “Leggerezza”.

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Gemelli

Il 2013 è stato per voi un anno fortunato. Quindi, tutto sommato voi al contrario del Toro non avete proprio un bel niente da “lanciare fuori dal balcone”, anzi. Occorre far tesoro di tutto quello che vi ha portato del bene durante l’anno e migliorare invece quelle lievi lacune dovute al vostro essere troppo impazienti. Siete un bel segno, la vostra natura è dinamica e riflessiva allo stesso tempo. Suscitate ammirazione, e non è raro che gli altri pendano dalle vostre labbra, affascinati dai vostri discorsi, di qualsiasi tipo essi siano: dalla filosofia dello spirito, al macellaio di fiducia sotto casa. Avete tutto dentro. Non avete fretta, dunque, di mostrare quel che siete troppo presto, o di raggiungere quell’obiettivo (uno dei tanti che vi siete prefissati) nel giro di 2 giorni, oppure di passare a preparare un piatto semplice e sbrigativo solo perché non vi va di preparare un sugo che necessita una cottura minima di 2/3 ore. Voi che sapete bene cos’è la leggerezza e la nobiltà dello spirito, dovreste conoscere la pazienza. Lei è l’alleata migliore, in cucina e nella vita. Vi aiuterà ogni tipo di battaglia e gioirete in modo più cosciente e maturo di ogni vostra conquista. Occhio che ce n’è una all’orizzonte.

Piatto del segno: RISOTTO DI ZUCCA – per due ragioni: 1. il giallo è il colore del vostro segno; 2. questo piatto richiede una preparazione semi-lunga. Occorre mondare la zucca, metterla in forno perché di ammorbidisca e successivamente passare alle fasi di preparazione del risotto. Ma alla fine della giostra ne sarà valsa sicuramente la pena.

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Cancro

E’ giunto il momento di lasciare a casa le pantofole e mettere i tacchi. A voi amanti del mare e dell’amore, il nuovo anno porterà una fiammata d’aria nuova, travolgente. Occorre però uscire fuori, vi siete adagiati abbastanza su voi stessi. Le fortune di questo mondo non busseranno mai alla vostra porta, e il mondo di fortune per voi ne è pieno. Occorre soltanto armarsi di volontà, scrollarsi di dosso l’apatia che sta formando un tutt’uno con voi stessi e vestirvi di colore. Il 2014 vi sorride e vi concede anche un po’ di tempo per sistemarvi, rimettervi in sesto e uscire fuori dal guscio che vi siete creati attorno. L’unico rischio che correte è quello di non voler più tornare indietro. E dopo che avrete visto la luce, vi renderete conto di quanto la vostra vita negli ultimi tempi era assimilabile alla condizione di un orso che da novembre a marzo va in letargo. Purificatevi, quindi, nutrendovi della vostra parte più profonda, la sfera emotiva e degli affetti. Quando arriverà il momento di uscire fuori lo farete in tutto il vostro splendore.

Piatto del segno: Gelato al Cocco – per due ragioni: 1. il bianco è il vostro colore; 2. avete bisogno di qualcosa che oltre a purificarvi (per quello ci pensano le tisane al finocchio) porti una ventata di freschezza e desti il vostro organismo.

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Leone 

Il 2013 per voi è stato come quell’onda sinusoidale che avete studiato a scuola intanto che il prof di matematica spiegava equazioni esponenziali e logaritmi e voi pensavate a quale vestito indossare il giorno della festa dei maturandi. Ecco, voi questo movimento fatto da curve e alti e bassi l’avete percepito, vi ci siete trovati dentro in alcuni momenti, specie nei picchi, ma non siete stati capaci a capire la formula giusta. Si trattava di trovare una costante, tale che avrebbe portato la serenità durante tutto l’arco dell’anno e che vi avrebbe permesso di affrontare con consapevolezza la tempesta in arrivo come la gioia inaspettata. Ok, l’imprevedibilità fa parte del corso degli eventi e la vita è bella anche per questo, ma avere una formuletta magica per comprendere il corso degli eventi non è nemmeno da buttare via. Quindi cari amici dalla criniera rampante, sempre fieri e al centro di attenzioni e critiche da parte degli altri segni, avete ancora un traguardo da raggiungere, il più importante: trovare la costante dei vostri flussi vitali e farla vostra. Avete tutto un intero anno per compiere quest’opera. Iniziate da adesso con la coscienza limpida, pronti ad andare incontro alla scoperta della chiave della felicità.

Piatto del segno: Riso basmati e pollo al curry – per due ragioni: 1. Il giallo oro è il vostro colore, trovare un piatto color oro non è semplice, quindi ho fatto un mix tra il colore del curry e motivi/colori/sapori arabeschi tipici dei posti orientali. 2. Questo piatto è l’equilibrio perfetto, non solo a livello nutritivo (carboidrati+proteine) ma a livello gustativo. Estremo piacere emozionale al palato, il piatto etnico vi concilierà con la vostra coscienza e intanto che mangiate vi sentirete in pace col mondo. Ecco, metaforicamente parlando, è la vostra chiave della felicità.

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Vergine

Nel 2013 hai fatto bene.  Tanti i traguardi raggiunti, tante le persone incontrate. Ora, dopo tutti questi cambiamenti non resta che tirare un po’ le somme. Sei perfezionista, a modo tuo ma lo sei. Difficilmente tolleri un abbassamento dell’adrenalina vitale nelle situazioni ordinarie. Hai bisogno di stimoli. Un detto famoso dice che se non puoi cambiare il tuo destino, cambia il tuo atteggiamento. Cerca di andare in questa direzione Vergine, tu che nel destino non hai mai creduto e cambia le abitudini, a partire dall’atteggiamento che hai verso le questioni che ti si presentano quotidianamente, dal lavoro alla strada che fai per andare a far spesa, dal browser che utilizzi normalmente per navigare alla funzione del T9 che in genere ti facilita la whastappata e gli sms, ok. TOGLILA.  Il vero cambiamento è quello che si fa a partire dalle piccole cose, e ci vuole coraggio anche in quello. Perché nulla è più deleterio per il tuo animo quanto la staticità e la routine, e niente ti distrugge più di non trovare un senso in tutto ciò che fai. Quindi animo! La strada è lunga, è tanta ed è solo all’inizio. Quest’anno il mondo ha bisogno di vedere che esiste un altro modo di interpretare la realtà e dar senso agli eventi. Il tuo.

Piatto del segno: carbonara di zucchine –  per un solo motivo: si tratta di una variazione alla classica carbonara col guanciale. E ciò dimostra che le variazioni spesso si rivelano le scelte più leggere e all’occorrenza le migliori. Variare per credere!

carbonara zucchine

Bilancia

Il 2014 non è ancora entrato e voi brillate già della sua luce. Tutto il fascino di questo segno sarà accentuato all’ennesima potenza nei prossimi mesi grazie alle conquiste che avete fatto nel 2013. La crisi non è mai sinonimo di stasi perché è l’emblema del passaggio, del movimento. Grazie alla vostra tenacia e all’amore che avete per il buon vivere, avete fatto di una recente crisi la vostra forza. Perché ne siete usciti, perché avete imparato che la sofferenza è uno stadio preliminare e necessario alla liberazione finale. E adesso, la luce che emanate è quella di un essere libero che ha raggiunto la piena fiducia in sé. Ma ahimè, in quanto esseri imperfetti siamo soggetti a ricadute, quindi occhio. Tenetevi strette le vostre conquiste e avanzate per gradi e a piccoli passi. Davanti a voi c’è una strada illuminata dal sole appena sorto, avete una lunghissima giornata davanti per portare i vostri sogni, dal più piccolo al più grande, su quella strada a farli respirare alla luce di quel sole che è la vostra guida.

Piatto del segno: Fettuccine al pesto – per due ragioni: 1. il verde è il vostro colore; 2. ogni fettuccina è un percorso segnato da un avvenimento importante nel prossimo anno. Il sugo al pesto rappresenta la vostra essenza, quanto ci metterete di buono e di voi nell’affrontate gli arrivi, le partenze con gli eventuali anticipi e ritardi che vi si presenteranno!

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Scorpione

Il più indomabile e temerario dei segni sa sempre come fare a ottenere ciò che vuole. Spesso basta uno sguardo, altre volte una strategia più grande, ma in genere se si impegna in qualcosa lo Scorpione riesce sempre a ottenere il beneficio ricercato. E’ sicuro di sè, ma non manca di autocritica e sta già facendo un salto indietro nei mesi trascorsi a cercare di individuare quell’errore che gli è costato caro. Quando sta da solo, tra i suoi pensieri, chiuso nel giardino segreto che custodisce gelosamente, fa i conti con se stesso cercando ancora quella risposta. Fuori è impassibile, severo. Ha un portamento spiazzante e un fascino indiscusso. Nessuno metterebbe in dubbio la sua fermezza, dà aria di una persona che sa quel che vuole e non conosce titubanze. Ok, è vero che lui sa quel che vuole ma spesso gli interrogativi e le mancanze di risposte sono causa di conflitti interni. Caro Scorpione, tu sei bello così come sei. Devi solo capire che nella vita alcune domande è bene non porsele mai, proprio perché sono domande sbagliate per cui non esiste alcuna risposta. Per il 2014 fa’ vincere l’azione al pensiero. Più agisci e meno tempo avrai dato a domande o questioni insolute.

Piatto del segno: Tagliata di manzo – per una sola ragione: sei passionale. Arrivi all’anima senza saltare passaggi, attraversando prima la carne.

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Sagittario

Il 2013 ti ha regalato poche avventure, o meglio è successo questo: ti sei trovato di fronte a un bivio e hai scelto una strada, mosso un po’ dall’impulsività che ti contraddistingue e dalla voglia di cambiamento che scorre nelle tue venne. E’ vero che non esistono scelte giuste o sbagliate nella vita, ma di certo hai scelto la strada più semplice a sicura, lasciandoti dietro quella più eccitante. Non temere: le vie del Sagittario saranno infinite nel 2014 e, soprattutto, fortunate! Per gli amanti del rischio e dei viaggi: scegliete una meta, sceglietela diversa e fatelo spesso. Individuate uno o più compagni, quei pochi fidati che possono farvi sentire l’ebrezza sulla pelle e vedere la vostra eccitazione riflessa nei loro occhi. Detto ciò, partire. Beni di prima necessità alla mano, valigia leggera, un buon libro per trovare quelle parole giuste che serviranno. Uno e più viaggi, dieci e più libri: il 2014 sarà l’anno in cui nutrirete la vostra anima, nel vero senso della parola. E quanta più sete di vita avrete, bevete!!!

Piatto del segno: LENTICCHIE – per una ragione: mangiare lenticchie è usanza comune nella notte di San Silvestro, perché simbolo di prosperità e fortuna. Armatevi di cucchiaio e iniziate ad assaporare la fortuna sin da adesso! Accompagnate ogni cucchiaiata con un desiderio e avrete già pronto il piatto dei vostri sogni, servito al 2014.

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Capricorno

Ultimamente hai attorno un po’ di gente. In genere li chiami “amici” ma prima che finisca l’anno è bene dare una lucidata come si fa con l’argento a quelli che tu reputi amici. L’amicizia è il valore più importante, e l’amico una persona che sai di certo che ci sarà sempre nella tua vita. E’ difficile esserlo e altrettanto difficile averne a fianco, nel tempo. E come una maratona, nella vita quelli che restano a lungo sono pochi, perché in pochi avranno avuto il coraggio di correre insieme a te. Suggerimento: impara a distinguere le false amicizie da quelle vere, gli amici con cui puoi solo farti un cinema e una birra, dagli amici a cui puoi confidare il tuo disprezzo verso qualcuno o qualcosa. L’augurio più grande è che tu possa realmente scoprire di aver vicino una persona capace di essere insieme l’amico da birra e l’amico da confidenze importanti, così che tu possa capire che l’impegno necessario a tenersi stretta un’amicizia deriva anche da quanto tu vorrai conoscere la persona che hai davanti. Puoi farlo con superficialità o profondità: a te la scelta. In genere la seconda costa più tempo e fatica ma dà i risultati migliori nel tempo.

Piatto del segno: Riso Venere con verdure – per due ragioni: 1. il nero è il colore del vostro segno. Si consiglia inoltre, per l’occasione, un abbigliamento elegante in nero. 2. Prendete questo piatto come metafora di quel che vi aspetta: scovate i chicchi, dal generale al particolare. Cogliete le sfumature, distinguete i sapori. Cercate di andare nel profondo dell’animo di questo piatto per trovarvi il sapore, indistinto, come una nota perfetta. Se sarete capaci di farlo e avrete trovato il vostro modo personale per arrivare alla soluzione, applicate questa regola a tutto il resto e scoprire l’essenza delle persone che vi circondano sarà più semplice.

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Acquario

Acquario, io ti amo! Per il tuo bisogno di libertà, per i tuo ideali, per il tuo essere così umanista! Grazie alle tue qualità i frutti che hai seminato nel tuo giardino nel 2013 germoglieranno. Tra qualche mese vedrai il risultato dell’impegno e dell’amore che hai sparso in quella terra che custodisci nella tua dimora privata. Hai un animo fluido, come l’acqua, e quindi sei plasmabile, malleabile, e infondi vitalità anche in chi ti sta vicino. Non resta che fare una sola cosa: aprire le porte di questo splendido giardino al nuovo: gente nuova, aria diversa, quella dei mesi che stanno per arrivare. Si è già sparsa la voce, c’è chi ne ha intravisto le meraviglie: a breve ti troverai davanti una gran folla, tutti vorranno vedere le perle rare che hai saputo coltivare. E l’intento sarà solo quello di conoscerti e starti vicino, perché pochi come te hanno il potere di trasformare la materia attorno a sé e di portare alla vita cose ritenute già morte. Molti sperano già che tu possa esercitare questo potere anche sugli animi ingrigiti. Tu non credi in nulla di tutto ciò adesso, ma ti stupirai di vedere fin dove lontano l’acquario che porti dentro ti porterà. Ti auguro di scandagliare nuovi fondali del tuo animo. Ora puoi farlo.

Piatto del segno: APPLE PIE – per una ragione: questo piatto ti rappresenta, soprattutto nello stadio in cui ti trovi adesso. Dalla crosta al nucleo il passo è breve. E’ l’armonia dei contrasti che fa apprezzare il ripieno. Il 2014 sarà per te come questa torta. Fa’ che siano in molti ad apprezzarla.

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Pesci 

Dopo le nuotate e le traversate degli ultimi mesi state scaricando tutta la stanchezza accumulata, in vista di nuove partenze. Non potete stare fermi, è nella vostra indole spostarvi. Però è chiaro che l’equilibrio, seppur momentaneo, è un bisogno necessario. Gli equilibri, intesi anche come stasi, significano riflessione e godimento. E’ l’arrivo, dopo un lungo viaggio. E’ una conquista che va assaporata. Per il 2014 cercate di trovare i vostri equilibri, più di uno magari. Più equilibri avrete trovato, più avrà avuto senso il vostro viaggio e voi avrete aggiunto una fetta di maturità in più alla vostra persona. Quindi la regola è: partenza, arrivo, EQUILIBRIO. Il tempo è vostro, sarete voi a decidere quanto dureranno queste tre fasi. L’importante è che alla fine, la vostra nave arrivi a un porto sicuro, che voi scendiate dal mezzo per aprire i sensi a ciò che di nuovo ha quel posto da offrivi. Il mondo è pieno di meraviglie e la maniera migliore per goderne è di fermasi. Fermarsi e osservare.

Piatto del segno: CLUB SANDWICH – per due ragioni: 1. è il piatto del viaggiatore. Anche se di origine americana, ogni città che si rispetti ha una tradizione legata al sandwich più famoso al mondo. E tu di club sandwich te ne intendi e sogni di provarli tutti. 2. E’ uno dei tuoi piatti preferiti. Ora, cerca di osservarlo con un’ottica diversa: segna il punto dove inizia e il punto in cui finisce, sii capace di far luce tra i vari strati e cerca di capire qual è l’elemento necessario a tenerli insieme: la salsa barbecue? la tostatura? o il tovagliolo? Essendo tu una persona profonda e mai banale, sarai anche capace di risposte più complesse, profonde e vere. Probabile ce ne sia più di una.

club sandwich

Yin & Yang al cocco [Foodlosophy]

 

 

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Ok, non voglio fare filosofia orientale con questo dolce di cui vi parlo. Anzi, correggo: i dolci sono due, due torte al cocco. Hanno un’apparenza diversa ma sono accomunate dalla stessa anima. Per questo mi sovviene la similitudine con tutti quegli opposti che si scontrano nel loro essere diversi ma che non possono vivere l’uno senza l’altro.

Queste torte risalgono a un po’ di tempo fa. Finalmente trovo un momento e l’ispirazione per metterli insieme e raccontarvi una storia. Inizio col dirvi che la torta al cocco più buona che abbia mai fatto risale a quando avevo 19 anni. Da allora tutte le torte successive non si sono rivelate all’altezza. Ricordo che trovai quella ricetta su una rivista a casa dei nonni e leggendola capii che quelli erano gli ingredienti di una creazione potenzialmente eccezionale. Così fu. Dopo quella volta le prove furono tante, e siccome nella vita mi dilettavo a fare anche altro a parte torte al cocco, le occasioni per preparare questo dolce si ridussero sempre più. Se proprio dovevo decidere di preparare un dolce optavo per altro.

[Keep it simple]

L’intuizione è quella che mi fa sempre da guida in queste circostanze. Così, presa da un’irrefrenabile voglia di preparare un dolce al cocco, decisi di comprare tutti gli ingredienti necessari e riprovare, fiduciosa che il tempo avrebbe portato miglioramenti.

[Think positive] 

Quindi, in una delle mie freschissime (nel senso di recente) sere post lavorative trascorse a casa, ho deciso che avrei fatto un dolce, al cocco, e che quella sarebbe stata la mia colazione. Avevo già tutto a casa, cocco compreso. Per gentile concessione della mia coinquilina avevo anche il cacao amaro. Non avendopiù  la ricetta originale, mi affidai all’esperienza e alla libertà d’espressione creativa. Così, come nell’atto di dar vita a una pozione magica, misi insieme e nell’ordine: 3 uova, 150 gr di zucchero, 100 gr di burro, mezzo bicchiere di latte,  70 gr di cacao amaro, 120 gr di farina di cocco, 150 gr di farina 00, lievito. Voilà. 

[Just Do It]

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Cottura classica: 180° per 1/2 ora ed è pronta. (Però il tempo può variare perché dipende dal forno. Si consiglia, quindi, di conoscere bene il proprio fedele compagno d’avventure culinarie).Ending: la torta risultò buona e pucciosa. Talmente buona che finì in 2 giorni. Non solo per merito mio! La condivisione è la cosa più gratificante e felice. Per cui decisi di riproporne un’altra versione, ahimé, stavolta senza cacao. La ricetta è la stessa, solo che ho aggiunto uno yogurt al cocco ed eliminato il burro. Il risultato è una torta morbida che sa di cocco in un modo impressionante ai sensi. Scegliere la regina tra le due è impossibile. Scegliere in base a ciò che conserva la dispensa di casa è sempre la cosa migliore e più ragionevole. Vivere con persone top pronte a condividere le loro materie prime all’occorrenza in cambio di trovarsi pura bellezza a colazione è top al quadrato.

[The more you share, the more you have]

E quando ho detto “bellezza” mi riferisco a quello che buono per i sensi in generale, anche se ha una crosta non proprio chiara che lascia intendere chiaramente che avrebbe voluto lasciare il forno qualche minuto prima. 

[Beauty is inside]

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Ora, volete sapere se sono riuscita a superare o quantomeno a eguagliare il risultato della mia prima torta al cocco? La risposta è una, ed è NO. E questo non significa che non mi reputo soddisfatta del risultato ottenuto, anzi. Fare questo esperimento con le variazioni del caso e condividerlo con le persone a me vicine mi ha fatto rendere conto di tante cose, foodianamente parlando e cioè filosoficamente cucinando. Alcune le ho scritte sopra, in bold. Immaginateli come quadri appesi. Ecco, fissateli nel cuore ora. A questi se ne aggiunge un altro, il più importantie secondo me nel palcoscenico più realistico della vita, la cucina. (Beckett docet).

[Fail again, fail better]

…and never give up! Anche se la torta si sgonfia prima che esca dal forno. Ne farete un’altra e sarà perfetta! E questa andrà a ricongiungersi con la metà precedente, quella sbagliata. Le due si uniranno e compenseranno i cali di zucchero, le svarionate e ricorderanno che la comfort zone è là dove c’è il comfort food. (ok, questa cit è MIA stavolta!)

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(***se non fai colazione sei una brutta persona***)

Foodianesimi e altre menate varie.

 

 

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Lo si mangia, lo si usa come argomento di conversazione anche se non parla, ma rompe il ghiaccio. Questa, la sua funzione secondaria. Il soggetto in questione è il CIBO.

Parlare del proprio rapporto con il cibo non è facile. Si tratta di una questione profonda. E’ vero che noi siamo ciò che mangiamo ed è anche vero che mangiar bene fa stare bene mentalmente. Più che altro è il rapporto con il cibo ciò che fa la differenza. Si tratta di una relazione psichica: amore/odio. E come sempre, trovare un equilibrio che permette di vivere bene questo rapporto non è mai facile, ma a gran voce mi sento di dire che AMO il cibo e mangio praticamente tutto. Junk food a parte – mi maledico quando lo faccio, ma mangio anche quello – apprezzo tutto ciò che è genuino, biologico, sano. Cerco di essere attenta a ciò che compro, a cosa inserire nella dieta quotidiana, cosa devo eliminare, cosa potenziare. Non è facile, per niente. Tutto questo è soggetto agli umori e al temperamento di un giornata se va bene, di un periodo se va male.

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Questa riflessione notturna sul cibo nasce per una serie di motivi. Anzitutto il fine di questo blog è quello di parlare di me condividendo le esperienze foodiane della mia vita. Facendolo, cerco di comprendere quello che faccio quando mangio, perché è importante. Nutrirsi, mangiare è un atto d’amore (prima di tutto e tutti) verso se stessi.  Per me scriverne è un modo per capire. Scrivere è razionalizzare, tirare fuori quello che ho dentro, inquadrare, comprendere. Credo sia importante trovare un senso ad ogni cosa, a ogni gesto, a partire da quello che si compie più spesso e che riguarda l’atto di mangiare. Io le chiamo esperienze foodiane, così per simpatia, perché sono cose serie, e come tutte le cose serie e importanti vanno un po’ prese alla leggera, dove possibile. L’ironia è un’ottimo strumento, ecco.  E visto che parlare di questo tipo di esperienze è una cosa mooolto compressa perché ci caratterizza individualmente, è difficile afferrare la logica di questi momenti. Per facilitarmi nella ricerca di un “senso” un po’ metafisico dell’atto foodiano ho deciso che dovevo scomporre, inquadrare lo spazio attorno a me come in un diagramma cartesiano, o per restare in tema, come una piramide alimentare, un piatto diviso a spicchi, quello che apre il post.

L’atto foodiano si può scindere in momenti perché è col cibo che diamo il ritmo alle nostre giornate. Il cibo batte il ritmo delle pause quotidiane, è ritmo vivo, energia che trasporta, rumore che va condiviso. Le variabili che influiscono su questi momenti sono principalmente due: indole e stato d’animo. Generalmente, però, è facile che la maggior parte abbia queste reazioni comuni alla vista di una categoria specifica di cibo. Vi porto due esempi grafici. 

VISTA MUFFIN

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VISTA INSALATA

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Ovviamente ci sono insalatONE fatte a regola d’arte. Ma nell’esempio, immaginate un’insalata con sole foglie verdi o solo radicchio. L’espressione sarà più o meno quella. Un muffin, invece, anche senza ganache suscita gioia.

Per quanto mi riguarda, io vivrei di un unico momento durante la giornata: la MATTINA, la COLAZIONE. E continuerei a farmi abbracciare dal mio cappuccino per tutta la giornata, e per tutta la vita. Quella tazza, come un maglione caldo, emana del bene a profusione. E mi sento pronta per iniziare. In quel momento lì sono con me stessa, mi sveglio finalmente e cerco di fare il punto. E nonostante tutto vada bene, c’è sempre qualcosa che sfugge che mi lascia con l’amaro. La mia colazione attutisce questa sensazione e non prendetemi per pazza, please.

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Per cui  “A ciascuno il suo”  – cit Pirandello.  Che possiate sentire i vostri momenti VOSTRI per prima cosa. Custoditeli gelosamente, e soprattutto: trovateli. E’ importante ritagliarsi spazi, sempre più spazi per se stessi. E’ importante riflettere su ciò che si fa, su ciò che si vuole, su ciò che si ama fare e su ciò che si ama mangiare. E forse, prima di riflettere su quello che ci fa stare bene, dovremmo cercare di inquadrare quello che ci fa stare male e allontanarlo. E per quanto io ci provi, ammetto che è dura passare da un Burger King o da un Mac e tirare avanti resistendo alla tentazione di comprare qualcosa. Giuro. Schifezze a parte, tutto sarebbe più bello, tutto arriverebbe alla perfezione – foodianamente parlando – se si potesse mangiare all’infinito quel piatto di pasta fresca fatta in casa dalle mani capaci della nonna senza ingrassare.

Carboidrati come se piovesse ma che non vanno in riserva, mai… 

PS:[Se puoi sognarlo, puoi farlo.] W.Disney

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Esperienza foodiana in UK.

Due settimane fa ho fatto un viaggio. La meta non era del tutto sconosciuta visto che lì ho vissuto per un po’, però Londra è talmente grande, e talmente bella che è sempre la prima volta, in tutti i sensi. Questa città è un grande movimento che trascina. O ti fai dominare e decidi di esserne dentro, lasciandoti trasportare dal caos danzante, oppure ti prende male, malissimo. Nella prima ipotesi Londra supererà ogni aspettativa e il ritorno non sarà altro che un mix di ricordi che farai fatica a mettere in valigia, come polaroid che attacchi al muro e cadono via. Non c’è collante che regga. Nella seconda delle ipotesi, la mia risposta è: conosci te stesso. Se non sei un tipo da metropoli e non te ne frega un cazzo di respirare un po’ d’aria “diversa” fatta da gente diversa, tendenze di tutti i tipi che non vedrai mai se non andando lì, moda, arte, cultura, cibo, lingua, colori, suoni, mezzi di trasporto, animali e piante, sensazioni un po’ più avanti eccetera eccetera, allora sta lì, nella tua casetta di periferia a riscaldarti nella piacevole illusione che non ti manca niente e che la tua vita è just perfect.

Ora torniamo al senso di questo articolo, che non è convincerti ad andare a Londra a ogni costo, abbandonando per 4 giorni la tua perfetta dimora, ma raccontarti la mia esperienza foodiana a Londra. Faccio una premessa: parlare di Londra non è semplice per me per una serie di motivi. Un po’ come quando ho scritto di Firenze, anche stavolta non riesco ad essere impassibile. Le emozioni sono frecce che partono a raffica in direzioni diverse, e faccio fatica a capire dove vanno a colpire con esattezza. Però ci sono, e sono tante. Londra regala moltissimo a chi sa cogliere tutta quella poesia. Ce n’è tantissima, in ogni angolo della città. Non è il paradiso, è una grande, fottuta metropoli che funziona. Di stimoli ce ne sono come se piovesse. Ovviamente sta alla sensibilità individuale coglierli. *Promemoria: 

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Dopo questa opportuna premessa, ti segnalo un luogo dove ho fatto una delle migliori esperienze foodiane dell’anno. Mi trovo a Covent Garden, nel cuore di Londra per capirci. E’ l’antico Apple Market, dove adesso, oltre ai mercatini vintage trovi boutiques e café vari. Costosissimi e da sogno, per capirci. Il 10 novembre l’atmosfera è natalizia, come fosse la vigilia dalle parti nostre. Solo che gli inglesi vanno pazzi per queste festività e hanno manie di grandezza che personalmente approvo. Hanno gusto, anche quando si tratta di addobbare le strade e i mercati con palle rosse, enormi, che cascano sulle teste delle persone. Come a dire: lo spettacolo è ANCHE sopra la vostra testa. Fantastico.

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Beh, dopo il cibo per gli occhi anche lo stomaco ha iniziato a richiedere carburante. In realtà lì è quasi impossibile trattenersi dal non comprare un muffin, o un cookie, o un brownie o qualsiasi altra roba burrosa/cioccolatosa. That’s London! Però, girando l’angolo si possono fare incontri sorprendenti. Esattamente come quello che ho fatto mentre cercavo un posto dove mangiare qualcosa di caldo. Ah ecco, da tener presente: a Londra fa anche un fottuto freddo. Ma sopportabilissimo, perché mille altre cose compensano questa pecca. Sono entrata in un caffé piccolissimo, accolta da una ragazza stragentile che mi dice di aspettare. E lì ho ricordato i tempi quando anch’io facevo questo lavoro, e prendevo le mance e non mi dispiaceva poi così tanto servire la gente ed essere gentile con loro.

Sono subito rimasta colpita dai panini esposti e dalla cucina visibile non appena si entra nel locale. Avrei aspettato, anche mezz’ora, ma sapevo che quello lì non era né un posto turistico, né un posto scontato con cibo scontato. Ho aspettato anche meno, al primo tavolo libero mi sono seduta con i miei amici e abbiamo subito ordinato. Il menù del giorno offriva una zuppa di spinaci, tra le altre cose. Decisi che avrei preso quella per scaldarmi e a seguire un club sandwich. Ecco, parlare di quel cibo, di quel buonissimo cibo è difficile. Hai presente quando mangi qualcosa e il sapore, già dal primo assaggio è esattamente come lo avevi immaginato se non migliore? Ecco, mettici anche che sei affamato, fa freddissimo e in quel momento per te il paradiso è un posto caldo, buon cibo e gente accogliente. E’ stato tutto così. Anzi pure meglio. Con meno di 10 sterline ho preso una zuppa, un club sandwich che non sono riuscita a finire e che ho condiviso con i miei amici, per la loro gioia e una coca zero. E in nome dello “SHARE” abbiamo anche assaggiato un’ottima apple cake appena sfornata con crema a gogo al profumo di cannella.

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Il tutto piacevolmente colorato da un italo-americano che ha attaccato discorso con noi,  nel suo splendido inglese, affascinato dalla nostra lingua e da un altro signore, british inside, che ci dice: “This is the best café in Covent Garden” e ci indica cosa è meglio mangiare. E c’aveva ragione.

Al MASTERS DINER non importa se ordini alle 15.00 una colazione inglese con tanto di uova, salsiccia e funghi trifolati, piuttosto che un hamburger di manzo, un bagel con formaggio o una mud cake. Lì importa solo esserci. Perché lì sanno accoglierti, sanno farti da mangiare, sanno farsi ricordare.

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