Viaggio a Barcellona [prima parte]

Introducing Miró

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Tornare a Barcellona è stato come vivere un grande flashback. Ho avuto la fortuna di andare lì in erasmus, viverla per 7 mesi intensamente, a 23 anni compiuti. Non è cambiato nulla. La città vive di energia propria, tanti dicono che Barcellona è contagiosa, ed è vero. Sarà per il suo fascino esotico, perché è un posto di mare ma anche un posto culturale, ricco, che si lascia scoprire e che ha molto da dare. Sì, Barcellona si lascia scoprire, facilmente. E questo è quello che ho fatto. Girare per il Raval e assistere a uno spettacolo di odori, immagini e sapori di una Barcellona cosmopolita, andare a Gracia – quartiere dove ho vissuto in erasmus – e lasciarmi affascinare dai locali innovativi, il gusto nell’arredamento, il design, le piazze dove il tempo si ferma e tutti si ritrovano lì. Ecco, Gracia è diventata più bella, con un’offerta impareggiabile per tutti i gusti. è il mio quartiere preferito e il motivo per cui lo scelsi ai tempi furono i consigli delle persone e qualche giretto di perlustrazione che da solo bastò a farmi rendere conto che quella fosse una piccola città nella grande città. Gracia ha un’anima catalana indipendentista molto forte ed è insieme uno dei quartiere più trendy di Barcellona con i suoi barber shops, i locali di moda, l’offerta variegata e per tutti i gusti che il quartiere propone. Qui un assaggio di tapas e cerveza in un locale che si affaccia a Placa del Sol, mio luogo preferito del quartiere.

Clara, Moritz, tapas. Algo mas? #barcellona

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Poi c’è il Gotico, il Born e la Ribera. Basta fare un passo a sinistra della Rambla andando in direzione Passeig Colom. Si tratta della Barcellona antica e di tutto il suo fascino racchiuso lì, in quelle vie misteriose, nei vicoli stretti che si snodano dietro la bellissima cattedrale, con le sue piazzette poco conosciute ai turisti, per poi finire nel quartiere vicino al mare, la Ribera, un piccolo slot rettangolare fatto di stradine umide, taperie dove mangiare il pesce e taverne dove bere sangria.

Sono andata nel famoso locale Les Quatre Cats dove Picasso, Dalì e Mirò erano soliti andare e fare arte. Adesso il luogo è molto cambiato, da una semplice taverna si è trasformato in un locale trendy anche se non mancano i riferimenti artistici a quel periodo. Qui un altro assaggio di questo posto: non potevano mancare il pan y tomate e i famosi pimientos.

Eating At #les4cats where picasso and miro used to!

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Ho  percorso Barcellona in lungo e in largo in soli 3 giorni e sicuramente il fatto di conoscere già la città mi ha aiutato nella scelta delle cose da fare. Per la prima volta sono riuscita nell’impresa di andare fin su al Tibidabo, la zona più alta di tutta la città che offre un panorama incredibile e un parco divertimenti d’intrattenimento. Dalla ruota panoramica ammirare il paesaggio di fronte è ancora più emozionate e bello. Questa è una foto di una delle attrazioni che porta più in alto.

Postcard from Barcelona. #tibidabo #barcellona #cataluña #travelling

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Qui invece, passata la paura del giro, tornavo ad assaggiare dopo 6 anni gli amati Xurros y chocolate, must have del giro a Barcellona, l’unica città del mediterraneo dove trovare le Xurreries e concedersi un sano peccato di gola.

Xurros y chocolate. #likeaboss #badass #barcaesbona

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Vi lascio con questa foto panoramica, il resto del viaggio ve lo racconterò nel prossimo post.

** B A R Ç A **

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Se avete domande o volete consigli per visitare Barcellona non esitate a chiedermi. Sarò felice di rispondervi. Se invece volete condividere con me le vostre esperienze di viaggio sappiate che ho una lista dei posti e delle città da visitare pressocché infinita e quel che cerco è un consiglio, un posto dove andare, un sapore nuovo da provare. Siete i benvenuti nell’impresa di contaminare e arricchire la mia agenda di viaggio. Se volete saperne di più dei miei viaggi date un’occhiata qui.

Seguitemi su Instagram per avere i miei aggiornamenti in real time. Ci ho messo un po’ a scrivere questo post, trovare un attimo non è mai semplice e forse solo adesso mi sto concedendo un momento per fermarmi e riflettere sul mio viaggio fatto più di 10 giorni fa.

Ho tanti sogni nel cassetto e tante ricette da mostrarvi. A presto, su queste pagine e nella vostra vita.

PS: nel prossimo post su Barcellona vi racconterò di un luogo a Barceloneta dove ho mangiato paella di pesce e una delle migliori creme catalane mai mangiate.

A presto, con affetto la vostra Foodiana.

 

 

 

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Le cose che mancano

Qualche anno fa sul blog scrivevo della Sicilia e di casa. Niente è cambiato da allora, o forse solo la malinconia che diventa più pesante con il passare del tempo. Ancora non ho ben capito di che tipo di sentimento si tratti, se ha a che fare con le persone, con i luoghi, o se invece è legato all’assenza del mare o all’assenza di punti fermi nella mia vita. Forse è nella natura di chi come me è nato sul mare e ha sempre visto grandi barche e piccole barche partire, andare da qualche parte, senza remi. C’è questa parte di me che se da un lato riconosce la fatica spesa nell’avere  punti certi, dall’altro ha sempre apprezzato il silenzio che passa dal momento in cui la scia bianca nel mare scompare tra le onde e la barca non si vede più.

A volte ho la sensazione che anche la Sicilia mi lasci così, come una barca che si allontana piano piano della quale non rimane nemmeno la scia nel mare. O forse è il contrario, sono solo io che mi allontano e la Sicilia resta lì, dove è sempre stata.

Di certo durante questi anni spesi a costruire il mio bagaglio personale ho anche fatto una cosa importante che è quella di aver riconosciuto pezzi di me che appartengono a luogo che mi ha visto nascere, la cui rarità è così rara e vera da scontrarsi con il resto delle cose nel mondo. Così mi porto dietro l’autenticità, le superfici aspre e infinitamente belle, la passione, la saturazione, i contrasti che rendono la vita viva e che fanno sentire vivi. E insieme a questo, mi porto dietro tutto quello che agli occhi altrui non va bene, che è fuori posto o sbagliato, ma va bene così. Questo è il posto in cui mi riconosco, ora più che mai, soprattutto a distanza. Questo è quello che sono e che porto dentro, insieme a tutto quello che i miei occhi hanno visto e le mie mani hanno toccato. Insieme a tutti i sapori veri che riuscirei a riconoscere in mezzo a mille altri che di fronte a essi perdono valore.

Nel 2012 scrivevo un post sugli gnocchi fatti a mano di mia nonna, con le foto che io stessa scattai durante un giorno caldo in Sicilia. Questa è una delle cose che mi manca. Vedere mia nonna intenta nella preparazione con l’entusiasmo di qualche anno fa e la voglia di fare. Condividere un momento con lei, uno di quelli già trascorsi e che non torneranno più. Scriverne mi aiuta a ricordare, ma anche in questo caso, vedo quel momento sempre più lontano, come la barca di cui parlavo che lascia la scia nel mare dei ricordi.

How my grandma makes "gnocchi"...Fast station, low food, lonely people, lots of photos...

Parlavo anche dei frutti del mio giardino, quelli che mia madre raccoglieva nell’orto di casa che nel frattempo è cambiato. Parlavo anche del mio mare e della voglia di rivederlo, come un vecchio amico per riabbracciarlo. Ero nostalgica anche allora, certe cose non cambiano.

Vorrei poter tornare indietro con la mente, se avessi il potere di farlo, e fermarmi un istante lì, dimenticando il resto a cui ho dato tanta importanza finora.

Taste of Sicily

 

 

 

A cena da Don Gennaro

imgpDon Gennaro è dire casa. Uno di quei luoghi in cui vai e ti affezioni, al cibo e alle persone. Per cui, scrivendo di questo posto e del cibo che qui ci servono, sarò di parte. Quello che posso dire è che quando si ha voglia di mangiare qualcosa di buono, che sia la pizza in questo caso, si sceglie sempre in base alle esperienze positive avute. E qui le esperienze positive vanno al di là dell’essere serviti bene, dell’essere accolti da quell’atmosfera familiare, dagli amici, dall’odore di pizza vera che inebria il locale.

Essendo una pizzeria napoletana (i proprietari e il pizzaiolo sono napoletani doc) il menù è prettamente napoletano, con un’ampia selezione di pizze, focacce, fritti napoletani e dolci. Non mancano gli antipasti, i primi e i secondi piatti fuori menù, con una selezione che comprende il pesce e la carne. Tra i miei piatti preferiti il branzino al forno e l’impepata di cozze. In questo caso si tratta di un menù vario, servito in base alla stagionalità delle materie prime.

Ma torniamo alle pizze, fiore all’occhiello di questo ristorante. Davanti al menù vince l’imbarazzo della scelta. La lista è lunghissima, i piatti invitanti. Qui vi mostro alcuni esempi, direttamente dalla cena di ieri sera.

 

 

Don Gennaro si trova in Corso Novara 1  a Torino. Lo trovate qui su Facebook e se avete domande o curiosità scrivetele pure nei commenti e sarà un piacere per me rispondervi sperando che possa esservi d’aiuto!

Vi auguro intanto buona Pasqua, e non vedo l’ora di leggere quello che avete cucinato/mangiato per l’occasione.

Foodiana

Quasi Pasqua

Quasi Pasqua, e quest’anno va un po’ diversamente rispetto agli anni passati. Non sono riuscita a organizzarmi per tornare a casa e adesso che ho un attimo di respiro mi rendo conto che sarebbe stato bello. Mi godo la pausa, va bene anche così. Solo riposo e cose belle in questo weekend lungo. Amici e Amore, il resto può attendere.

Sono a Torino da quasi un anno e mi rendo conto che ancora ho da vivere qui. Da vedere, osservare, scoprire. Sicuramente si tratta di una città che per alcuni versi mi ha incantato, con il suo mistero, i suoi palazzi bellissimi e i suoi angoli senza tempo. Ho deciso che dedicherò questi giorni alla scoperta di tutte le cose belle che mi circondano e mi concederò un po’ di amore. Riprenderò a cucinare e lo farò con creatività, quella che ha sempre contraddistinto Foodianesimo, sin da quando è nato.

Devo recuperare. Il tempo che ho passato senza scrivere, le persone che mi leggevano, i racconti degli altri, le storie che non ho raccontato qui. è passato del tempo, si recupera sempre tutto. Fortunatamente il tempo è quel fattore magico e talmente personale da essere plasmato e trasformato. Per questo sono qui, adesso.

Ho deciso di tornare a raccontare storie, ancora una volta e più forte di prima. Ho deciso che devo dare indietro tutto quello che di bello prendo quotidianamente. Farlo è un atto coraggioso, per questo voglio farlo qui. Ho bisogno di un attimo per concentrarmi e ritornare, ho molte cose da dire e lo farò.

Perché la bellezza del mondo e la magia delle piccole cose non possono restare nascoste, vanno raccontate. E poi, ancora, condivise.

Grazie a chi leggerà le mie parole, a chi si troverà anche per un secondo nelle emozioni che scorrono qui. Spero di darvi in cambio qualcosa di bello che farà parte della vostra giornata.

A presto, prestissimo.

 

Foodiana

Colazione per Cinefili ~ Still Alice

Nuovo post per Cinefili che hanno già fatto colazione e pranzo da un pezzo. Il film in questione è il recentissimo “Still Alice“, piacevole scoperta fatta in una serata settimanale quando abbandonata alla stanchezza decido di guardare un film. E ogni volta, dopo aver visto qualcosa di bello, mi rendo conto che non vedo abbastanza film, non leggo abbastanza libri, non frequento abbastanza mostre. E ancora ogni volta, dopo aver fatto un qualcosa di tutto questo, mi sento migliore, come se avessi messo dell’acqua alla mia pianta. Mi rendo conto di quanto importante sia il cibo per l’anima e di quanto io lo cerchi, soprattutto in questo periodo.

Torniamo al film e al perchè voglio parlarvene. Faccio una premessa (la solita): queste sono mie opinioni espresse un po’ di getto in seguito alle sensazioni che quel film mi ha lasciato. Non faccio critica cinematografica, ma penso che condividere i propri pensieri in seguito a un qualcosa che ha scatenato sensazioni nuovi e riflessioni sia una bella cosa.

Il film parla di una donna, Alice Howland, rinomata insegnante di neurolinguistica alla Columbia University. Sotto ai riflettori, la sua vita. Alice è una persona felice: un bel matrimonio e un marito che la ama, 3 figli diversi, riconoscimenti vari e un’indole amorevole. Tutto questo è destinato a crollare, anzi, a “perdersi” come lei dice spesso durante tutta la narrazione. L’arte del perdere fa da filo conduttore alle scene, e solo alla fine  si scopre come dal perdere si conquista qualcosa, sempre. Non starò qui a spoilerarvi la trama per intero. Vi dico solo che Alice si ammala di Alzheimer e da quando scopre di stare male, inizia la sua battaglia personale nel tentativo di non perdere la memoria e i ricordi. La paura è quella di perdere quel che ha costruito nella vita, quello per cui è riconosciuta e ammirata. Tutto cambia. Cambia la percezione che lei ha di se stessa e della realtà attorno. È un mondo fragile, che si sgretola. Si dimentica senza dolore, senza accorgersene.

Il film è forte e commovente. C’è una donna meravigliosa, troppo giovane per essere condannata all’oblio definitivo e che ha ancora molti sogni da voler realizzare. Le parole vanno via ma emergono i ricordi. In aiuto, un vecchio album di foto e il cellulare sul quale Alice segna le cose.

Per imparare l’arte del perdere occorre avere coscienza della propria dignità. Il lato debilitante della malattia viene qui trattato sotto la luce della trasformazione personale e la metafora che il film riprendere è quella della farfalla. “Le farfalle hanno una vita breve, ma felice”.

E intanto che la sua breve vita vola via insieme ai ricordi, resta l’amore, quella magica parola che non si dimentica e che pronuncia alla figlia nella scesa finale. Non vi svelo il monologo che a mio parere è la parte più bella del film che vi invito vivamente a vedere.

Piuttosto vi lascio con un altro monologo finale, di un’altra Alice:

Perchè finalmente l’abbiamo imparato che c’è tempo soltanto se c’è un tempo, un tempo per ogni cosa. Per sceglierne magari una sola di quelle cose impossibili, però poi realizzarla, costi quel che costi. E arrivare in un posto per restarci, e guardare con gli occhi spalancati, perchè c’è un tempo per viaggiare e un tempo per costruire, un tempo per scappare e un tempo per guarire, un tempo per capire, lunghissimo, un tempo per spiegare, un tempo per perdonare, un tempo per perdere tempo.
C’è un tempo per cambiare e un tempo per tornare gli stessi di sempre, un tempo per gli amori e un tempo per l’amore, un tempo per essere figli e un tempo per farli, i figli, un tempo per volere una vita spericolata e un tempo per trovare un senso a questa vita – che è anche l’unica che abbiamo.
C’è un tempo per raccogliere tutte le sfide, un tempo per combattere tutte le battaglie, un tempo per fare la pace, un tempo per esigerla, la pace.
C’è un tempo per dire e un tempo per fare – e non è detto che di mezzo debba per forza esserci una barca. A volte basta uno sguardo, a volte basta una scheda elettorale.
C’è un tempo per innamorarsi – prorogabile. C’è un tempo per ballare e un tempo per aspettare, un tempo per correre, un tempo per il silenzio. E se c’è un tempo bellissimo per ricordare allora ce ne deve essere anche uno calmo per dimenticare ma senza perdere e senza perdersi..
Perchè se c’è un tempo per dormire e uno per morire, forse – forse – se siamo sempre stati bravi e attenti, e continuiamo a tener gli occhi spalancati allora, forse, c’è anche un tempo infinito per sognare…
(Lella Costa)

Primo

Modifico un articolo che avevo scritto l’ultimo dell’anno con l’intenzione di pubblicarlo il giorno stesso o al massimo il giorno dopo.

Procrastinare è stato uno dei miei dei l’anno scorso e temo che anche quest’anno resti vigile su di me. Non volevo scrivere alcun proposito per il l’anno nuovo, ma mi trovo costretta a farlo, anche per convincermi di non cadere nella spirale del non far niente e dare un senso alle cose che hanno sempre contato per me.

Ok fatta questa premessa, riprendo un pezzo dell’articolo che avevo scritto in cui dicevo che è doverso sottolinerare una tappa importante dello scorso 2014, che non  è stato tutto luccicante. Non che mi aspettassi stelle e bombe scoppiettanti… Mi rendo conto che non sono più la studentella spensierata che gioca  a mischiare le carte del proprio futuro, immaginando di far cose stratosferiche e in poco tempo. A quel tempo anche il linguaggio che usavo era diverso, ed ero diversa in generale. Scrivere è sempre stato un modo per guardare allo specchio me stessa indietro nel tempo. Lo spreco di vocali indice di gioia ed entusiasmo improvviso per qualsiasi stupida o non cosa adesso non c’è più.

Intanto che scrivo, in sottofondo va Pulp Fiction, film che avrò visto almeno 10 volte. Adesso lo ascolto. Immaginate quei due che vogliono rapinare “la caffetteria pidocchiosa” come loro stessi dicono perchè nessuno dei due ha l’intenzione di lavorare (da grande). Io questa intenzione l’ho avuta e lo sto facendo – lavorare intendo – ma adoro immaginare, e vedere, scene di gente fuori dal normale (ma neanche tanto) che partorisce idee contro ogni legge e le mette in pratica. Siamo tutti così, alla fine. Solo che certe cose non le facciamo mai. Quindi, non resta che guardarle.

Ok. Siamo al “Nessuno si muove. Questa è una rapina” e parte questo spettacolo di colonna sonora.

Ok, adesso torniamo al punto di partenza. La tappa importante. Ogni giorno mi chiedo qual è il senso del mio stare qui, di alzarmi, andare a letto, guardare a una quotidianità nuova quale è la mia vita adesso, all’estero. Non che sia stato facile arrivarci, ma di certo è stato qualcosa che ho desiderato con tutte le mie forze. La migliore conquista dello scorso anno è stata questa. Non riesco ad immaginarmene altre di tali portata, anche perchè mi è costato tanto tutto questo. Una volta una persona mi disse che le cose belle hanno un prezzo alto. Adesso capisco il significato di questa frase. E ho capito anche che ci vuole del tempo perchè le cose belle si materializzino davanti agli occhi e vada via il fumo iniziale.

Per cui mi sento un po’ come chi ha ottenuto ciò che voleva e si trova nella condizione di dire: ok, e adesso? Questo è un sentimento che mi porto dietro, come un’ombra che mi segue sempre e vado spesso in paranoia. Ogni giorno che passa non mi vedo mai nella stessa posizione in cui mi trovavo il precedente e mi sembra di vivere su un terreno instabile. L’unica certezza di quest’anno vissuto metà in Italia, metà in Polonia  (a parte il sognato contratto di lavoro e volo di sola andata per Wroclaw) sono i miei amici. Ho consolidato rapporti importanti, ho avuto bisogno di chi non poteva essere accanto a me e ho capito che io sono anche loro, e che ho bisogno di loro per ricordarmi chi sono ogni tanto. Spero che anche per loro sia così.

Una volta scrivevo obiettivi lunghissimi, liste infinite di cose che volevo fare. Adesso le liste le odio quasi, e odio i raptus improvvisi che mi assalgono ogni qualvolta vorrei fare qualcosa di nuovo che stimola la mia curiosità, ma nulla. Questa cosa non si realizzerà mai, essenzialmente perchè sono una procrastinatrice nata.

Il mio 2015 inizia senza buoni propositi. O meglio, inizierò proprio dalle basi, cercando di aggiustare quelle cose che sono andate male, partendo dagli errori. Questo è il primo mese dell’anno e ho l’impressione che passerà così, in silenzio, sommerso dal caos generale altrui. Mi fermo, e faccio una riflessione su quello che fa male e cerco di eliminarlo delle mie cerchie.

Come proposito mi sembra buono, giusto per iniziare.

Ah, devo anche scrivere di food, il blog nasce per questo. Ma questa volta preferisco vomitare quello che ho dentro da un po’, piuttosto che mangiare.

Ciao amici, ho un film da finire.

L’oroscopo 2015 è servito!

Anzitutto Buon Natale a tutti (anche se in ritardo), specie ai seguaci di Foodianesimo. Un augurio particoloare e dal profondo del cuore a chi non si sente in colpa il giorno di Natale, nè i giorni successivi a causa delle infinite portate. A chi non aspetta altro ed è amante delle abbondanze a tavola, piuttosto che delle abbuffate. Si sa che a Natale i piatti hanno un vestito più bello, e questo è quel che ci piace  (oltre ai ripieni, chiaramente).

Fatta questa doverosa intro, passiamo al tanto atteso oroscopo. L’anno scorso, l’oroscopo foodiano fu un successo, quest’anno mi aspetto la stessa identica cosa. Dopo l’oroscopo old-fashioned di Paolo Fox, arriva quello di Foodiana.

Ripeto, tutto ciò che leggerete ha la sola finalità ludica. Non prendete troppo sul serio quel che sto per dirvi. Queste raccomandazioni, invece, vanno prese alla lettera, seriamente.

Pronti? Via.

Ariete

Il primo segno è sempre quello più impegnativo da raccontare, e così anche voi. Richiedete impegno. Sai essere il migliore tra gli amici e il peggiore tra questi proprio per il tuo modo d’essere “eccessivo”, testardo a tratti, ma grande creativo. Impulsivo quanto coraggioso, temerario e codardo se la situazione lo richiede. Penserai sempre d’essere nel giusto, e a chi ti correggerà cercarai di cavare un occhio possibilmente. Ma ti amiamo per questo! Indossi le corna e lo fai con fierezza. Ariete, l’anno scorso ti avevo indicato il colore rosso e come piatto una simbolica Red Velvet. Hai osato? Quanto sei stato romantico? Quando dolce? Quanto niente di tutto questo?

Riflettici, la risposta è dentro di te. Da parte mia, ti consiglio di applicare ai tuoi nuovi giorni del 2015 una parola nobile, Libertà. È quella che si adatta meglio al tuo spirito mutevole e fiero. Se riesci ad aprire il cuore a chi devi, ti ergerai in tutta la tua eleganza di farfalla travestita da animale pesante.

Piatto del segno: Mille Feuille

Cerca di guardare alla vita come un dolce fatto a strati. Ognuno di essi è importante e regge l’intero peso della composizione. Definisci gli ingredienti, la quantità e le misure del tuo piatto e servilo alla platea, tutta.

Toro

Grandi soddisfazioni nel 2014, tante gioie e momenti indimenticabili. Ecco, ora che di questi ne hai fatto il pieno cerca di usare tutta l’energia positiva che ti hanno regalato per iniziare il 2015. I primi 3 mesi saranno un po’ difficili da far “partire” diciamo, sei un segno che ci mette un po’ a capire e fa fatica ad accettare alcuni cambiamenti. La tendenza è quella di trovare una stabilità dove fare il nido, un comodo rifugio per te stesso e chi conta per te, lasciando fuori le scomodità della vita. Per fortuna, grazie al fatto di vivere anche con quelle, usciamo dal nostro recinto e ci buttiamo nel mondo. E il mondo rivela infinite sorprese, soprattutto a chi ha qualche remota paura e freni inibitori. Butta via tutto questo e parti, se ci riusci, senza freni. Ti scontrerai con qualcosa di brutto, ti farai male, soffrirai ma in mezzo a tutto questo, troverai la chiave della tua felicità.

Te la lascio immaginare come questa piramide di Profiteroles: le distese ardite, e le risalite…

Gemelli

Siete un fiore che sboccia troppo presto, e uno scrigno prezioso che contiene gioielli preziosi. Avete tutto dentro, Gemelli. Non vi manca nulla, forse solo un po’ d’intuito e la pazienza, che è sempre bene avere amiche. Il 2015 vi sorprenderà in positivo. Resterà a voi goderne o meno, con lo spirito che deciderete di indossare in quel momento. Ogni tanto siete malinconici, avete l’innata tendenza a fare grandi salti nel passato e restare lì per poi, a immaginare come sarebbe stato se aveste preso quella via e non l’altra, come eravate quando non vi era ancora cresciuta la barba, cosa mangiavate la vigilia del Natale e i sogni che facevate. Bene, viste le risorse che avete, applicate la vostra fervida immaginazione mista al sentimentalismo puro che vi contraddistingue al futuro che sognate per voi e fatene un’opera d’arte.

Piatto del segno: l’immancabile pizza margherita, con mozzarella di bufala. Perchè? Lei è perfetta, non ha bisogno d’altro, va solo gustata lentamente perchè se no finisce subito.

Cancro

I migliori frutti sono quelli che si colgono nè troppo in fretta, nè troppo tardi. Il momento giusto è quello ed è uno. Occorre attendere, saper aspettare, essere accorti e cogliere l’attimo. Servono un sacco di qualità per prepararsi a gustare il momento perfetto e non è mai facile. Quante occasioni perse perchè era o troppo presto o troppo tardi, quanti frutti non colti e lasciati lì a morire, incuranti di quanto buoni sarebbero stati e di come avrebbero portato quel qualcosa in più in quel momento, non dopo. Ecco, per il 2015 vi consiglio di cogliere quanti più frutti possibili, ma di farlo nella giusta maniera in modo da goderne appieno intanto che avrete fatto vostre qualità necessarie quali la perseveranza, l’impegno, la pazienza e la cura per le cose.

Piatto del segno: Bavarese alle mandorle e melograno

Per utilizzarne i semi, si sa, occorre prima raccogliere il frutto. Sarete irresistibili se saprete aspettare il momento giusto per esserlo.

 Leone

Qual è quella cosa che proprio non avete accettato dell’anno che sta per finire? Quale la battaglia persa che non avete proprio digerito? Quale sconfitta non vi fa dormire la notte? Forse è più di uno il fallimento che sentite di avervi buttato alle spalle ma che ancora vi tormenta. Ma c’è di certo qualcosa che avreste voluto cambiare. Dite la verità: non vorreste tornare indietro e fare in modo che le cose vadano per il verso opposto? Chi non vorrebbe avere il potere di farlo! E invece no, la vita è imprevedibile ed è fatta di battaglie, ogni giorno. Questa la tua visione delle cose, Leone. Un giorno ha un bottino da portare a casa, un trofeo da conquistare, una vittoria dietro l’angolo. Ma sei umano e puoi perdere, specie per chi ha peccato di eccessiva fierezza. Guarda alle battaglie perse come un qualcosa che ti è servito di lezione. Nulla è perso, nemmeno l’ultima delle battaglie che perderai, nemmeno l’ultimo degli amici che pensavi di lasciarti dietro. Tutti tornano alla fine, anche tu.

Piatto del giorno: La Cassoulet

La leggenda, riportata da Prosper Montagné, pone l’origine del cassoulet all’interno della città di Castelnaudary, durante la guerra dei Cent’anni (1337-1453). Durante l’assedio di Castelnaudary da parte degli Inglesi, gli assediati ridotti alla fame avrebbero riunito tutti i viveri disponibili (fagioli secchi e carni) per cucinare un gigantesco ragù o estofat per rifocillare e rinvigorire i combattenti. Questi ultimi riuscirono così a cacciare gli Inglesi e liberare la città.

Non c’è che dire, è il piatto per te.

Vergine

Anche i più forti a un certo punto crollano per mancanza di energie. È successo e succederà, ma è proprio quello a farti forte. Quest’anno tra voli e impennate, ci sono state anche le cadute in picchiata. È andata così, Vergine. Ti consiglio di trascorrere gli ultimi giorni prima dell’arrivo del 2015 all’insegna della Riflessione. Rifletti sul senso che vuoi dare alle prossime giornate. Cosa vuoi diventare? Cosa ti occorre per esserlo? Preparati che stai per salire sulle montagne russe. Ti aspetta un giro di giostra lungo e adrenalinico. Preparati. Quest’anno sarà un lungo e inatteso viaggio verso la felicità.

Piatto del segno: Sushi

Mantenetevi leggeri. Le emozioni saranno forti, si parte.

Bilancia

Pensate di aver esaurito le batterie, non ce la fate più. Quello che sognate in questo periodo, e da un po’ di mesi a questa parte, sono le vacanze. Le immaginate in posti tropicali, al sole, intanto che sorseggiate mojito all’ombra delle sempre verdi palme. Sveglia. Avete ancora un po’ di tempo per ricaricarvi prima di tornare a lavoro, non sprecate i giorni a immaginare dove vorreste essere e cercate invece di partire dal qui e ora. Quello è il posto dove dovete essere e dove dovrete llasciare la zavorra pesate che vi portate dietro, sempre. Per il resto, un po’ di sano epicureismo e senso estetico che vi contraddistingue serviranno a fare di ogni singolo giorno un bel viaggio.

Piatto del giorno: Involtini primavera. Perchè ogni giorno sia per voi una nuova rinascita.

Scorpione

Il tuo magnetismo ha attratto a te di tutto durante l’anno. Roba buona, roba brutta, di tutto proprio. Sei irresistibile, lo sai vero? Bene, a volte bisogna però capire che non sempre i propri pregi portano quanto sperato nella vita. Tutti vorrebbero essere come te e non capiscono perchè tu riesca a ottenere quel che vuoi con poco sforzo e loro no. Un po’, diciamolo, complice il fatto che il segno è uno dei più forti e ricco di carisma. Di solito ci si innamora di te al primo sguardo. Sii sincero: riesci a contare quante storie hai avuto? Ma tra l’amore e l’amate c’è di mezzo il mare. Immagina così il tuo 2015: diverse possibilità, tutte mete raggiungibili, anche le più impervie. Tu puoi. Riuscirai però ad attraversare quel mare o per pigrizia ti accontenterai delle conquiste facili e a portata di mano?

Decidi tu.

Piatto del segno: spaghetti aglio, olio e peperoncino

grande classico. La differenza la fanno i singoli ingredienti, l’esperienza e un buon palato il cui giudizio è insindacabile. Il vostro.

Sagittario

Il 2015 è rinnovo. Buttare il vecchio e far entrare il nuovo, e fate sul serio stavolta. Se siete in grado di liberarvi da quel che vi rallenta, riuscirete nei vostri progetti e raccoglierete abbondanti frutti. Durante l’anno vi ha frenato qualcosa, per questo molti di voi si sentiranno incompleti. Non temete, col tempo e la perseveranza si ottiene quanto sperato, specie se sarete in grado di rinnovarvi e alleggerire la corazza spesso pesante che indossate. Il nuovo anno sarà come un percorso ad ostacoli per voi. Supererete gli agguati disseminati uscendone indenni?

Piatto del giorno: Tartare

Crudo è bello. Piatto che ho avuto modo di apprezzare in Polonia, tra l’altro. Non l’avete mai assaggiato? Che aspettate!

 Capricorno

Capricorno, cosa ti sta più a cuore? Lavoro, amore, salute o fortuna? Nell’anno ancora in corso ti sei forse preoccupato di una tra queste, tralasciando le altre? Non credi che il tutto sia migliore delle singole parti? L’ideale sarebbe aspirare a un benessere a 360 gradi. Ovviamente, se c’è lavoro e non c’è amore poi tanto bene non si sta. Se manca la salute ma si ha il resto ancora peggio. Idealmente si punta in alto, la realtà nei fatti è molto diversa dalle aspettative. Quel che succede, invece, è sempre qualcosa della quale possiamo accontentarci o meno. Sta a te dare valore e significato a tutto quello che di buono o cattivo sarai capace di “raccogliere”. Non aspettare la fine del 2015 per farlo e ricorda che si raccoglie sempre ciò che si semina. L’ultimo dell’anno non dimenticarti di brindare a tutto quello che vorresti. Potrebbe essere l’anno giusto per te, per celebrare il tuo pieno successo.

Piatto del segno: carbonara

Il piatto completo per eccellenza, classico esempio di cucina tradizionale italiana che ovunque nel mondo cercano di imitare. Fa’ tuo questo piatto, sii unico, inimitabile ed eterno, come Mamma Roma.

Acquario

Il mare è tuo padrone, i fiumi tuoi amici, i ruscelli parenti stretti. Insomma, l’acqua è il tuo elemento e ti senti padrone in ogni tipo di situazione che non sia stabile ma piuttosto “mossa”. Bravo, hai una qualità che non tutti hanno: sapersi destreggiare nelle situazioni più difficili. La maggior parte delle persone ha bisogno di poggiare i piedi su qualcosa di stabile, tu no. Proprio per questo vedi le cose in maniera diversa e sei abituato a visitare gli abissi dell’animo umano. Grande idealista e sognatore, sei l’amico che tutti vorrebbero avere, il tuo cuore è grade come il mare. Sei cosciente di questo? Quanto dovrai ancora navigare per renderti conto che tutto quel che sei ti permette di fare grandi cose? C’è chi per risorse limitare può far poco, chi invece può molto. È il tuo caso, aquario. Fa’ che il 2015 sia l’anno in cui la tua opera, quella che sogni ogni notte e che vive dentro te, veda la luce. Buona fortuna, anche se non ne hai bisogno.

Piatto del segno: Muffin colorati

Viva gli eccessi, ogni tanto. E viva gli zuccheri colorati e i pois. Ci vuole coraggio a indossarli.

Pesci

Chiudiamo in bellezza con voi, amici Pesci. Instancabili nuotatori, chi conosce l’acqua meglio di voi? Come le correnti, siete mutevoli e questo vi rende dei grandi trasformisti. Seguirvi nei vostri percorsi non è facile, spiazzate tutti con le decisioni dell’ultimo minuto di cambiar rotta. Lo fate sempre. Viaggiatori instancabili, amanti del nuovo, siete tutto quello che normalmente un individuo stabile desidera essere. L’ideale a cui tendere, per me siete voi. Se siete felici o meno nel condurre questo stile di vita, non lo so, ma di certo fa parte della vostra natura. Riuscite a contare quante volte nel 2014 avete cambiato idea? Qual è stato il cambio di rotta più azzeccato e quale quello disastroso? Non fatene un dramma, in entrambi i casi. Il mare è mutevole e i giorni diversi l’uno dall’altro. Cercate piuttosto di lasciare un’impronta ferma al vostro passaggio, che sia come un libro di vecchie foto da sfogliare per non dimenticare. In futuro dovreste cercare di farvi ricordare meglio e più a lungo, senza per forza finire in qualche rete e farvi pescare.

Piatto del segno: per fruttariani e non, Macedonia!

L’oroscopo è servito, i piatti pure.