Primo

Modifico un articolo che avevo scritto l’ultimo dell’anno con l’intenzione di pubblicarlo il giorno stesso o al massimo il giorno dopo.

Procrastinare è stato uno dei miei dei l’anno scorso e temo che anche quest’anno resti vigile su di me. Non volevo scrivere alcun proposito per il l’anno nuovo, ma mi trovo costretta a farlo, anche per convincermi di non cadere nella spirale del non far niente e dare un senso alle cose che hanno sempre contato per me.

Ok fatta questa premessa, riprendo un pezzo dell’articolo che avevo scritto in cui dicevo che è doverso sottolinerare una tappa importante dello scorso 2014, che non  è stato tutto luccicante. Non che mi aspettassi stelle e bombe scoppiettanti… Mi rendo conto che non sono più la studentella spensierata che gioca  a mischiare le carte del proprio futuro, immaginando di far cose stratosferiche e in poco tempo. A quel tempo anche il linguaggio che usavo era diverso, ed ero diversa in generale. Scrivere è sempre stato un modo per guardare allo specchio me stessa indietro nel tempo. Lo spreco di vocali indice di gioia ed entusiasmo improvviso per qualsiasi stupida o non cosa adesso non c’è più.

Intanto che scrivo, in sottofondo va Pulp Fiction, film che avrò visto almeno 10 volte. Adesso lo ascolto. Immaginate quei due che vogliono rapinare “la caffetteria pidocchiosa” come loro stessi dicono perchè nessuno dei due ha l’intenzione di lavorare (da grande). Io questa intenzione l’ho avuta e lo sto facendo – lavorare intendo – ma adoro immaginare, e vedere, scene di gente fuori dal normale (ma neanche tanto) che partorisce idee contro ogni legge e le mette in pratica. Siamo tutti così, alla fine. Solo che certe cose non le facciamo mai. Quindi, non resta che guardarle.

Ok. Siamo al “Nessuno si muove. Questa è una rapina” e parte questo spettacolo di colonna sonora.

Ok, adesso torniamo al punto di partenza. La tappa importante. Ogni giorno mi chiedo qual è il senso del mio stare qui, di alzarmi, andare a letto, guardare a una quotidianità nuova quale è la mia vita adesso, all’estero. Non che sia stato facile arrivarci, ma di certo è stato qualcosa che ho desiderato con tutte le mie forze. La migliore conquista dello scorso anno è stata questa. Non riesco ad immaginarmene altre di tali portata, anche perchè mi è costato tanto tutto questo. Una volta una persona mi disse che le cose belle hanno un prezzo alto. Adesso capisco il significato di questa frase. E ho capito anche che ci vuole del tempo perchè le cose belle si materializzino davanti agli occhi e vada via il fumo iniziale.

Per cui mi sento un po’ come chi ha ottenuto ciò che voleva e si trova nella condizione di dire: ok, e adesso? Questo è un sentimento che mi porto dietro, come un’ombra che mi segue sempre e vado spesso in paranoia. Ogni giorno che passa non mi vedo mai nella stessa posizione in cui mi trovavo il precedente e mi sembra di vivere su un terreno instabile. L’unica certezza di quest’anno vissuto metà in Italia, metà in Polonia  (a parte il sognato contratto di lavoro e volo di sola andata per Wroclaw) sono i miei amici. Ho consolidato rapporti importanti, ho avuto bisogno di chi non poteva essere accanto a me e ho capito che io sono anche loro, e che ho bisogno di loro per ricordarmi chi sono ogni tanto. Spero che anche per loro sia così.

Una volta scrivevo obiettivi lunghissimi, liste infinite di cose che volevo fare. Adesso le liste le odio quasi, e odio i raptus improvvisi che mi assalgono ogni qualvolta vorrei fare qualcosa di nuovo che stimola la mia curiosità, ma nulla. Questa cosa non si realizzerà mai, essenzialmente perchè sono una procrastinatrice nata.

Il mio 2015 inizia senza buoni propositi. O meglio, inizierò proprio dalle basi, cercando di aggiustare quelle cose che sono andate male, partendo dagli errori. Questo è il primo mese dell’anno e ho l’impressione che passerà così, in silenzio, sommerso dal caos generale altrui. Mi fermo, e faccio una riflessione su quello che fa male e cerco di eliminarlo delle mie cerchie.

Come proposito mi sembra buono, giusto per iniziare.

Ah, devo anche scrivere di food, il blog nasce per questo. Ma questa volta preferisco vomitare quello che ho dentro da un po’, piuttosto che mangiare.

Ciao amici, ho un film da finire.

Annunci

Mercatini polacchi, a Natale.

Quest'anno a Natale, regala #bulloni

A post shared by Foodiana (@therealfoodiana) on

Sono in Sicilia e un pensiero va a Wroclaw che raggiungerò tra pochi giorni. Ho da poco cambiato casa e ho preso anche una bici. In attesa della mia lista dei buoni propositi da mettere in pratica a Wroclaw, faccio un salto indietro e vado al già trascorso Natale, mostrandovene alcune immagini. La bella piazza del Rynek quest’anno si è trasformata in un parco giochi. Non mancava niente. Tra le varie bancarelle di leccornie polacche e gioielli vari era presente un carillon enorme e la montagna russa Polar Express. Si potevano ammirare diversi alberi di  natale qui e là per il mercato e luci ovunque, come ragnatele tra le casine in legno e gli alberi. Gli alberi di Natale li vendevano pure, e ce n’erano di forme e dimensioni diverse.

#xmas is here, #xmastrees as well

A post shared by Foodiana (@therealfoodiana) on

Tutto l’ambaradam è iniziato a fine novembre circa ed è stato visuale quotidiana fino ad oggi. Non sono appassionata di ghingheri natalizi, anche se la maggior parte del mondo non aspetta altro, a Dicembre, per calarsi nell’atmosfera. Quella piazza è stata casa mia finora e vederla addobbata a festa, sentirne l’odore di vino caldo speziato e cannella a profusione, hanno fatto la loro parte nel farmi apprezzare la città sotto questa nuova veste. E musica, musicisti di strada ovunque. Oltre a questo, artisti diversi a intrattenere grandi e piccoli. Un paradiso a colori. Pensi quasi, per un attimo che la vita sia quella, Natale e non.

In the mood for Xmas. #wroclife

A post shared by Foodiana (@therealfoodiana) on

C’è da dire che il Natale a Wroclaw è la festa dello street food polacco. Dal dolce al salato non manca niente: si va dai pierogi ai waffel con nutella e panna montata. Frutta secca di tutti i tipi e cioccolata fondente in tutte le forme più assurde sono le protagonisti principali di questo spettacolo di luci alla cannella ed essenze internazionali. Da notare la presenza di casette dedicate alle specialità francesi, ungheresi, turche ecc… Ancora una volta la città svela il suo volto cosmopolita capace di attrarre turisti e non da svariate parti del mondo. È una città viva, ancor di più sotto Natale. Ok, le foto che ho fatto non rendono, e per di più il post è outdated prima di pubblicarlo. Ma chi se ne frega? C’è sempre un motivo valido, o più di uno, per fare un salto in Polonia, con o senza Natale.  Per tutti gli appassionati di mercatini natalizi: vi lascio questa classifica sui migliori mercatini di natale in Europa e bon voyage!

klkkjkds

mercamerd

Camera con vista

Domenica 16 novembre.

eee

Oggi non voglio fare niente, quel niente che fa bene e che serve a stare con sè. Nel migliore dei modi possibili, nel migliore dei mondi possibili.

Il cielo è cupo, l’aria è fredda, e c’è silenzio. Dall’ultimo piano di casa mia è strano non sentire voci e rumori da fuori. E invece niente. Solo un eco lontano di macchine, strade, sirene. Ma molto lontano. È un sottofondo piacevole, non si sente nemmeno. Ho un film che sta per iniziare, ed è “Train de vie”. Potrebbe essere l’argomento del prossimo post di Colazione per Cinefili, ma oggi lo tengo per me. È un film di qualche anno fa, consigliatomi da un’amica e in genere fidarmi degli amici è una delle cose che mi riesce meglio. Scelta vincente.

Da una settimana sto seguendo una dieta diversa. Non la classica dieta per dimagrire. L’intenzione è quella di alimentarmi in modo diverso, voglio essere cosciente, più di prima. Sto cambiando, sono cambiata durante i mesi qui, e me ne accorgo con il tempo. Adesso sono sull’onda di un cambiamento crescente, per cui aggiungo piccoli tasselli diversi, di volta in volta. Adesso è il fatto alimentare. Domani potrebbe essere un’altra delle infinite cose che mi frullano per la testa. Ne scrivo perchè questo è il mio luogo nel web in cui ho deciso di raccontarmi partendo dagli scatti di cibo. Probabilmente adesso ci saranno scatti differenti, sempre di cibo ovviamente ma anche di me, di viaggi, di momenti che voglio condividere.

Quando ho iniziato a esprimere l’idea di voler diventare vegetariana per una serie di ragioni che non sto qui ad elencare, la reazione della maggior parte delle persone è stata pressocchè la stessa. Il NO che è seguito da critiche varie, giusto per. Ero preparata a questo, ci scherzo anche su tutt’ora, quando mi trovo con gli altri o quando timidamente esprimo la mia presa di posizione. Non che non sia convinta, ma dare troppe spiegazioni agli altri, amici e non, è una cosa che non mi va proprio di fare. Questa è una scelta mia, non degli altri. La scelta di non mangiare carne e di evitare una serie di cose è collegata a una via di “purificazione” se così si può chiamare, generalizzata. Dovrei elimare anche una serie d’altre cose ed introdurne di nuove nella mia vita. Sto facendo un percorso, sono all’inizio. Però devo dire che da quando ho introdotto cibi più sani e da quando ad esempio ho eliminato tutte quelle porcherie raffinate, mi sento molto meglio.

Cambiare regime alimentare porta nuove scoperte. Ad esempio, provare cose viste da lontano, da sempre, e scoprire che sono buone e fanno benissimo alla salute e all’umore. Il Porridge, ad esempio. Altro non è che un mix di avena e acqua portata ad ebollizione. È una crema che si può condire a piacimento con frutta di vario tipo, cacao o cannella.

Oltre alle preparazioni homemade, che devo ancora sperimentare e che spero di condividere con voi qui sul blog, faccio anche altre interessanti scoperte enogastronomiche locali. Come sapete vivo in Polonia e a Wroclaw, nella piazza del Rynek, ha da poco aperto un nuovo locale, Yammi Wraps. Si tratta di una specie di fast food, ma niente di equiparabile a Pizza hut o Burger King. Specialità sono i Wraps e le insalatone. Per chi non lo sapesse, i Wraps sono dei rolls di piadine (tipo) condite con diverse cose e insaporite con le salse. Il menù di Yammi Wraps comprende roba vegetariana e non, ma devo dire che è molto “green” e salutare. Tutto è fresco, la cucina è praticamente dietro al bancone così come gli ingredienti a cui buttare un occhio prima di vederli cotti e dentro al wrap. Qui trovate le foto di una delle mie cene di qualche sere fa. Dopo una giornata lunghissima a lavoro e il freddo di novembre, era quello che ci stava. Nel mio caso, ho scelto un’insalata veg e una zuppa del giorno, alla zucca. Con pochi zloty avrete porzioni abbondanti, naturali e molto buone.

salad wrapwwwwrr

Ho anche scoperto un super blog sul veganesimo, fatto benissimo, con un canale YouTube invidiabile. Si tratta di Veglife Channel. Canale green, poche ricette ma buone, spiegazione utilissima che mostra passo per passo come realizzare i piatti (che non immaginereste mai di poter fare da soli a giudicare dagli ingredienti che mancano di burro, uova, latte di mucca e tante altre cose) e risorse utili per chi volesse saperne di più sull’argomento.

Tra l’altro è giunto il momento di preparami il pranzo, oltre che di vedere il film menzionato poco fa. Vi lascio con le ultime immagini. Questo è quello che vedo fuori dalla finestra della mia camera. Ho bisogno di fermare il tempo e i ricordi tramite le istantanee. Tra poco lascerò la casa e l’unico modo per vedere tutto questo sarà grazie alle foto e ai ricordi che saprò conservare. Mettere i piedi e la testa fuori da questa finestra è una delle cose migliori fatte finora qui. Ho visto persone baciarsi, amici incontrarsi e animali in giro per il piccolo parco sotto casa mia. Ho visto le case degli altri e ho immaginato le loro storie. Ho visto i palazzi, pezzi di città, finestre, colori e ho udito le voci dei passanti, le urla degli ubriachi e gli odori dei ristoranti sotto casa. Questa visuale, dall’altro, mi ha fatto percerpire le cose in modo sicuramente diverso, con un senso di ampiezza e di apertura grande. Se fossi stata al secondo piano tutto questo non sarebbe successo. Ora ho ampliato le mie vedute. Questo è il mio nuovo angolo di mondo. Scattare foto fuori da questa finestra è diventato uno dei miei hobby a Wroclaw. Ho ammirato il cielo, gli spettacoli che mi ha regalato. Ho ringraziato la luce del giorno per avermi svegliato (ho tolto le tende) e ho visto passare stormi di uccelli sopra la mia testa. Questo paesaggio, intimamente mio, mi ha regalato emozioni e ispirazioni. Le conserverò con me, portandole dietro nel prossimo viaggio, quando la visuale sarà diversa e potrò arricchirmi di nuove cose.

ee

 

wwwww

 

aw

Foodianesimo all’estero ~ da Wro with Lo.

(ossia, da Wroclaw with Love)

foto (3)

Anzitutto chiedo scusa a tutti i lettori, pochi ma buoni, di Foodianesimo. Scusate l’assenza, diciamo che sono stata presa da altro. Ok, bruttissima frase, come se del mio blog non me ne fregasse niente. Ma ho sempre detto che non sono una foodblogger, ma una storyteller di nome Foodiana. Ok, non me ne esco bene neanche questa volta. La faccio breve: amici e amiche virtuali e non, ho lasciato l’Italia per un’altra avventura. Chi mi conosce bene dirà: nulla di nuovo, tu parti sempre. Beh, è un po’ così e stavolta non a breve termine.

Ho iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Cambio citta’, cambio lavoro, cambio marca del latte, cambio cinema, cambio tram e forse anche la lingua. Per quanto io ami l’italiano, le occasioni di parlarlo qui a Breslavia sono poche. Diciamo che si tratta di dover fare un gran salto e adattarsi. Nuovamente. Perché io queste cose le so. Io ho sempre voluto cambiare, lasciare il posto dove stavo e andare da qualche altra parte. Lo stress del cambiamento, il volermi misurare con situazioni non facilissime proprio, stare lontana da quel che amo tanto mi fa bene. Ho deciso di fare questo grande passo da sola, con la forza di volonta’ e un pizzico di fortuna. In altre parole, se volessi riassumere il tutto in un grafico, eccolo:

where

Fare un trasferimento cosi grande, lasciare Roma, lasciare casa, la Sicilia, il mare, il cane, i genitori e gli amici importanti, i miei paesaggi, non e’ stato facile. E per quanti spostamenti io abbia fatto, un conto e’ lasciare Milano per Roma, un altro lasciare l’Italia per la Polonia. Lasciare la mia Comfort zone per andare in quella zona dove tutto e’ possibile, dove l’inaspettato ha luogo e il successo e’ dietro l’angolo. Lo so, non e’ facile. Tutto questo richiede adattamento, pazienza, momenti di varia natura e passaggi vari. Cose, situazioni, persone, lavoro, sono tutti tasselli di questo puzzle. Abbandonare la comfort zone non e’ del tutto semplice. Non e’ “as easy as pie” per usare un’espressione inglese riferita al food, ecco. 🙂

Easy-as-pie4

Ma eccomi qui, a Wroclaw, in italiano Breslavia. Citta’ polacca, tedesca fino al 1945. E qui mi aspetto grandi cose, soprattutto da me. Non voglio anticiparvi niente, voglio solo che le mie prime impressioni sul luogo in cui mi trovo si espandano e mi permettono di potervi parlare meglio di questo viaggio, di me, della vita di un espatriato in Polonia. E non mancheranno occasioni di parlavi tramite il food, specchio culturale di quello che siamo. Ecco, ad esempio l’altro giorno ho conosciuto questi, i pierogi. Sarebbero degli gnocchi al forno ripieni di qualsiasi cosa e serviti con delle salse. Per quanto riguarda i ripieni, devo ancora iniziare a conoscerli. Beh, se indovinate qual e’ il ripieno di questi qui la prossima volta che venite a trovarmi vi offro una cena in stile polacco!

foto (2)