Cre-attivity in-salad—Chapter 1

Boxarella: A spherical Mozzarella di Bufala d.o.c. with a tender heart of tomatoes
Voglia di insalta e di creare. Le ho messe insieme e ne ho fatto qualcosa di food&fun. Idea: riempire qualcosa di qualcosa. Di commestibile, intendo. Immagine in mente, istantanea. Ho la foto, la realizzo. Vado al supermercato, compro una mozzarella. Là, nel banco frigo, cerco tra le tante quella che più assomiglia all’immagine mentale. La devo scavare. Poi, la devo riempire. La trovo. E’ una mozzarellona di bufala campana Sapori&Dintorni Conad, confezione figa. Costa 3 euro, speriamo sia buona. Decido di comprarla solo per la forma. E’ una palla sferica perfetta. Compro pure i fiori di zucca, non so cosa ci farò però fanno molto colours&dish-decoration
            Torno a casa, svuoto il sacco. Tolgo tutto, prendo un coltello.  Scarto, svuoto la confezione dell’acqua di conservazione ed estraggo la palla. E’ perfetta, forma e consistenza giuste. Non mi sono mai cimentata in qualcosa di simile prima, ma vado sicura. La superficie esterna della mozzarella mi mette sicurezza, è forte. Mozzarella dal forte carattere. Tre euro tondi tondi. Conficco il coltello e inizio a togliere parti. Ne scavo una conca. E’ una mozzarella succosa, sembra tanto viva. Riempio quella fossetta con delle fette di pomodorini, è un nido. Ai più romantici regalo l’immagine di un cuore candido che apre uno spazio dentro sé per accogliervi l’amore. Per me, invece, ciò che prima era una creazione mentale ora è realtà tangibile, posso mangiare la mia specie di caprese multidimensionale.
 
 Un pensiero ai fiori di zucca. Se ne stanno là, tristemente impacchettati e abbandonati. Decido di poggiarli su un piatto largo, hanno i colori giusti per esaltare la mia boxarella. Ok, la creazione c’è. Scatto le foto. Manca la luce, chiunque può vederlo dalle immagini. E’ sera, ho una luce scarsissima in tutti i sensi nella stanza e al momento non saprei come rimediare. Sicuramente una soluzione è quella di fare foto con la luce naturale, di giorno. Provvederò. Finally, l’ho mangiata. Valeva tutti i soldi spesi e oltre a quello molto, molto più. Quest’idea rivoluzionerà il modo di pensare e fare insalate. Comporre e scomporre gli ingredienti e tutto quello che usiamo per prepararci il cibo non è altro che un modo per riflettere quello che siamo. 
Anyway, it was an ice day…

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After the Snow: HUNGRY!

Stamattina sono uscita presto di casa.Troppa voglia di mettere la mia reflex là, in mezzo alla neve. Roma era uno spettacolo, avvolta da un silenzio inconsueto. Ho scattato fino a che la batteria della Canon non m’ha abbandonata. Dopodiché sono tornata a casa, affamata. Avevo proprio voglia di un gran piatto, magari un primo sostanzioso e tanto buono. L’inverno viene un po’ associato alla frutta secca e a cibi caldi. In genere non faccio distinzioni particolari tra cibi estivi e cibi autunnali-primaverili, però devo dire che oggi – sarà stato per il freddo- mi sono lanciata nella preparazione di un piatto totalmente invernale. 

I soggetti che hanno reso possibile la preparazione di questa delizia hanno un carattere particolare. Voglio iniziare dalle noci. Si tratta di un frutto fondamentale per la salute, ricchissimo di omega-3 e omega-6, i grassi che fanno bene. In genere il suo utilizzo in cucina si lega alla preparazione di creme; c’è chi la trita finemente per destinarla alla preparazione di salse.  Io preferisco ridurla a pezzettini con un cucchiaio di legno e spolverizzarla direttamente sul piatto. Voglio sentire le noci sotto ai denti, voglio un sapore che si formi mentre sto mangiando. Inoltre, le noci perdono gran parte delle loro proprietà nutritive durante la cottura, quindi perchè farci del male cucinandole perdendoci così quanto di buono possano darci? 🙂 
Le noci contengono tanto acido folico – o vitamina B9 – e vitamina E, proprio come i broccoli che ho utilizzato per questo piatto. Insieme formano un mix di pura vita, questa è una vera e propria ricetta di bellezza. http://glossario.tuttovitamine.it/vitamina-b9-acido-folico.html
Stessa cosa per i broccoli: i miei non li faccio spappolare. Li ho tagliati a pezzettoni e cotti al vapore. Intanto ho fatto rosolate la salvia in un filo d’olio, poi ho scolato i broccoletti e li ho mescolati per bene alla salvia. L’accoppiata broccoli-salvia genera un aroma unico. In genere la salvia viene utilizzata da sola perchè ha un aroma talmente forte da annulare quello degli altri cibi cui viene abbinata. Nel mio caso, ha migliorato l’odore post-cottura dei broccoli, amalgamandolo con il proprio. Ho scelto dei fusilloni napoletani, belli grossi anch’essi. Dopo averli scolati ben al dente, li ho fatti cuocere per un minuto in padella con i broccoli e la salvia, intanto che aggiungevo un po’ di gherigli. A piatto ultimato, un attimo prima di spostare il tutto nel piatto, ho aggiunto un cucchiaio di panna da cucina, giusto per ammorbidire il tutto e creare una velatura soffice.


Prima di mettermi a tavola, giusto una spolverata di gherigli come fosse parmigiano. Ed ecco il piatto pronto. Questo è proprio un primo “al dente”, che deve prima passare sotto ai denti, poi al palato. Per quanto riguarda i colori, c’è perfetta armonia, fanno molto Autumn-Winter, rimanda molto a immagini di bosco e parchi. E’ un piatto “rilassante”, fatto da toni cromatici crescenti. Il verde scuro dei broccoli e l’ocra delle noci vengono uniti dal cucchiaio di panna, quel  soffice candor che nell’amalgamarli insieme li addolcisce nei colori e nei sapori.E in qualche modo è un omaggio che faccio alla neve che se ne sta, zitta zitta e immobile, là fuori.

 

It’s snowing! So, I’m gonna cook burgers…

E’ arrivata la neve a Roma. Agenzie, testate, tv e social network comunicano la notizia in maniera quasi ossessiva. E’ arrivato il gelo siberiano sul mediterraneo. Non nevica a Roma dal 1986: Snowpocalyps now. Onestamente, speravo non succedesse. Non per una qualche specie di repulsione nei confronti del lieve suo candor, quanto piuttosto per il fatto che neve in città = casino in gran quantità.  Alla neve, però, devo l’ispirazione di oggi a pranzo: doppio hamburger con contorno di spinaci e pomodorini.  So coloured, so tasty. Un piatto molto veloce e squisito, oltre che profumato e bello alla vista. Si tratta di un pasto completo, che apporta tutti i principali nutrienti all’organismo. Le proteine della carne, i mattoni delle cellule, hanno un gran potere saziante. L’abbinamento di un contorno di pomodorini e spinaci ricchi di vitamina C, permette l’assorbimento del ferro e facilita la digestione delle proteine stesse. http://www.albanesi.it/Alimentazione/vitaminaCacidoascorbico.htm
Preparare questo piatto è davvero semplice. Basta far cuocere a fiamma alta gli hamburgers in una padella antiaderente, lessare gli spinaci, farvi poi ammorbidire della cipolla a pezzettini, e intanto che l’odore della carne si espande nell’aria, affettare i pomodorini freschi e due fette di limone. Mettere il tutto su un bel piatto largo, in modo che i singoli elementi possano “respirare”, non costretti ad ammassarsi l’uno sull’altro. Personalmente, amo i pomodorini freschi belli freddi, non troppo maturi, nè acerbi. Rossi e croccanti al punto giusto. Il mio palato adora sentire i contrasti, il sapore vero degli alimenti. Per questo, spesso, evito condimenti pesanti o elaborati. Posso arrivare a farne proprio a meno, come in questo caso.  Sono per le cose semplici in cucina.
Spinaci caldi e carne fumante incontrano la freschezza acida del limone e quella dolce dei pomodorini. Ciascun elemento ha una propria identità forte e ben distinta. Nel sapore, nel colore e nella consistenza/corposità. Questo pranzo è stata un’esperienza papillo-gustativa eccezionale. Non un filo d’olio, solo sapori veri. Tutto questo grazie al bianco. Let it snow, let it snow! Ancora una volta torna sulla mia tavola la teoria dei colori complementari, non posso sottrarmene, è più forte di me. Il bianco, e quel senso di espansione dello spazio che comunica, oggi ha fatto entrare una bella luce in cucina, rendendo più trasparente e luminoso il cromatismo dei pigmenti. Le foto, stavolta, sono decisamente più belle. Sono riuscita a catturare in maniera accettabile la luce. E infine, dulcis in fundo, non poteva mancare una foto alla finestra.
In realtà avrei voluto solo offrirne un po’ a tutti. 


Vegetable carbonara: the greener the better!

HOW TO MAKE THE PERFECT CARBONARA

Ta-dan! La carbonara di verdure è bella e servita.
Io ne racconterò la storia.
Questo piatto brilla di luce propria. E’ un perfetto mix cromatico di genuinità, realizzato con due tipi di verdure speciali: zucchina e radicchio. Probabilmente ho scelto di utilizzare queste due verdure perchè i miei sensi le prediligono rispetto alle altre. Amo gli ortaggi di colore verde, così come il sapore amarognolo del radicchio crudo che, grazie al suo intenso rosso variegato va a nozze con il verde complementare delle zucchine. E non è poco. I colori sono importanti. I più grandi impressionisti, tra cui Monet, devono la loro fama ai giochi cromatici presenti nei loro dipinti. Utilizzando i colori complementari viene esaltata la dimensione luminosa che conferisce alla composizione maggiore intensità visiva. Nel caso della mia carbonara, l’accostamento cromatico verde-giallo-rosso ha compensato la scarsa luce della stanza e ha conferito intensità alle immagini. E intanto che ogni colore viene immancabilmente influenzato da quello vicino,  il sapore dolce delle zucchine si mischia al gusto croccante del radicchio crudo, creando un gusto armonioso per il palato.
Se è vero che noi siamo quello che mangiamo allora dovremmo cercare di consumare radicchio e zucchine quanto più possibile per l’elevata quantità di vitamine e nutrienti contenuti in queste verdure. La zucchina, comunemente nota per la sua versatilità in cucina, è ricchissima d’acqua.
L’alta digeribilità, proprietà antiossidanti e disintossicanti ne fanno un elisir di bellezza. http://www.giallozafferano.it/ingredienti/Zucchine. A questo si aggiungono le proprietà depurative del radicchio, verdura anch’essa ipocalorica. http://www.yourself.it/le-proprieta-nutritive-del-radicchio/.
E come in ogni carbonara che si rispetti non devono mancare le uova, anche in questa mia le uova rappresentano un ingrediente strategico per dar gusto, amalgamare i sapori e dar colore al piatto. Ho utilizzato due uova speciali, direttamente provenienti dal pollaio di una mia amica. E per ultimo – non meno importante degli altri – la pasta: mezze penne  che, grazie alla superficie rigata  permettono un’aderenza maggiore del sugo e conferiscono corposità al piatto. Ho voluto dare una forma piuttosto simile ai vari elementi, per cui ho tagliato le zucchine e le foglie di radicchio in modo da non essere nè troppo grandi nè troppo piccoli, così  da facilitare l’afforchettamento collettivo dei vari pezzettoni, pasta compresa.
Una spolverata di parmigiano in superficie e una spruzzata di peperoncino hanno completato il piatto conferendogli un’aspetto quasi da gourmet. Tocco di classe: usare un tovagliolone del Primark con su scritto “Keep calm and get cooking” come base su cui poggiare il piatto.
E allora vidi che la carbonara di verdure era cosa buona e giusta. Poi arrivò anche la piena approvazione della mia amica (quella delle uova).