Food moments ~ foodianesimi quotidiani

Come l’universo, la Terra e le stagioni, sono soggetta a moti interiori che mi portano da un lato all’altro dei miei limiti. I limiti di cui sto parlando sono quello di massima sopportazione e quello di estrema gioia. Vorrei tanto incontrare di più quest’ultimo lato, aggrapparmici forte, non lasciarlo. Conoscessi la formula esatta per farlo lo farei. Ma il bello della vita (quello che viene considerato tale) è un continuo lasciarsi andare a prove ed errori, passare di esperienza in esperienza.
Cosa resta di tutto questo? Di tutti i posti in cui abbiamo vissuto, della gente che abbiamo incontrato, dei tramonti che ci siamo lasciati alle spalle? Come ho già detto altre volte, restano 2 cose: i ricordi ai quali ci aggrappiamo con la paura di perderli e quello che siamo, la trasformazione già avvenuta e probabilmente irreversibile. In senso positivo però. Il mutamento fa parte di noi stessi, cambiare è la nostra natura. Siamo giovani Ulisse in cerca di noi stessi. Se non ci fosse il cibo, in certi momenti saremmo perduti.

Per evitare di dimenticare, e per ricordare cosa mi ha fatto cambiare nel corso di questa avventura, faccio memoria in questo post dei food moments più importanti degli ultimi tempi. E voglio condividere con voi tutto questo, perchè è quello che ci unisce e qui ci riconosciamo.

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La cassatina siciliana di Favignana. Condivisa con Margherita, la mia amica. La prima vacanza di questo 2014 è stata segnata da questo pranzo, da questo dolce. E dalla sua insostituibile compagnia.

2.

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…Però quel giorno,  tutto ebbe inizio con la colazione a Favignana. Non ne facevo una così da mesi. Quel giorno arrivammo lì prestissimo. L’isola era quasi deserta, l’aroma del caffè si confondeva con quello del mare.

3.

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Il Crumble prima della partenza in Sicilia. Ho scoperto questo posto un attimo prima di mettermi su un taxi per andare all’aereoporto di Wroclaw. Un posticino vintage in una delle strade principali della città, addobbato con tente e rose, abbellito dal gusto di una proprietaria cordialissima che si mise a parlare con me del più e del meno, dall’Italia, al lavoro, alla politica dei Blue Taxi in Pol0nia. Finì che fu lei a chiamarmi un taxi, perchè quelli là fuori costavano di più.

4.

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Colazione al Winter Garten di Berlino. Come dimenticarsene e come non innamorarsene? Uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto. Per far colazione, intendo. Se gestissi un posto così penso che sarei felice per il resto dei miei giorni. Anche perchè vivrei a Berlino, e ditemi se è da poco.

5.

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Colazione irish, the original one. Ero a Belfast e muovevo i primi passi in Irlanda. Dopo Dublino sono andata al nord, a fare un viaggio. A trovare Marghe, chi se non lei?

6.

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Gli gnocchi della nonna. Perchè dove c’è nonna, c’è casa. E tutte le volte che mi sento persa, so dove tornare.

7.

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La colazione da Starbucks, il bar sotto casa. Perchè mi piace l’atmosfera accogliente, l’aria internazionale che si respira. Perchè ogni volta che entro lì e mi siedo, quella grande mappa con tutti i continenti impressi mi ricorda quanto è importante andare e tutti quei posti che devo ancora visitare.

Foodiana

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