Dublinesimi ~ Di irish food, ma soprattutto di breakfast.

Diario di viaggio del weekend scorso. Tre giorni intensi, e immaginavo sarebbero stati così. In realtà quel che avevo rimosso era l’atmosfera dublinese, il ritmo, la vita che ti trascina. Devo essere sincera, me n’ero dimenticata. Dublino per certi aspetti sempra uno di quei set cinematografici americani, solo che al posto dei grattacieli ci sono case in stile irish o inglese, una attaccatta all’altra che trasudano umidità e che le danno il fascino di una moderna Gotham City stile liberty. Adoro il mix di colori e odori che si respira. Il fast food americano aperto 24h su 24h e accanto il teatro dell’Opera che ha di fronte il ristorante italiano super posh. Dublino è questo, tutto compresso, tutto uno attaccato all’altro.

Visto che venerdì ho lavorato e la stanchezza ha solo permesso di farmi una pinta di Guinness e un’altra mezza con i colleghi, ho speso l’intera giornata di Sabato e la mattinata di Domenica a girovaghare in cerca di esperienze foodiane e non. Vi lascio, quindi con alcune immagini e alcuni suggerimenti, sperando di darvi qualche spunto per le vostre prossime vacanze.

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La mia esperienza foodiana, la prima, non poteva di certo non iniziare con la colazione. Faccio un giro per il centro di Dublino, upper side. È presto, alle 10 del mattino di sabato c’è in giro poca gente. Meglio. Posso godermi di più la città, e il tempo, visto che c’era un bel cielo azzurro, cosa rara a Dublino e infatti venne a piovere dopo qualche ora. Girando per le vie e ammirando i quartieri, le case, i locali che iniziavano a riprendere vita, osservo un posto che si chiama  The Bakery.

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Si tratta di una delle nostri comuni fornerie o panetterie, quelle che qui si chiamano Piekarnia. Pero’ The Bakery, oltre a servire pane tipico irlandese in stile pan bauletto Mulino bianco, serve un sacco di prodotti da forno tra cui muffin dolci e salati, cornettazzi di vari tipi, torte salate grandi e piccole e molto altro. Osservo dai vetri fuori. C’è un irlandese a far colazione e una famiglia di 3 persone, irlandesi anche loro. Siccome adoro ascoltare le conversazioni in un’altra lingua quando sono all’estero, e siccome amo anche i posti tranquilli e “locali” dove far colazione, decido di entrare e prendo un muffin al cioccolato e un cappuccino short, che in realtà è il doppio grande rispetto ai nostri italiani.

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Con soli 4 euro (prezzi modici considerando di essere a Dublino, città tutto sommato cara secondo me) ho fatto una bella colazione, in una bakery locale, stile irlandese a metà tra un take away (che fa molto cibo di strada) e un luogo dove fermarsi a sorseggiare il proprio caffè. Tra i pochi tavolini dentro e i forni visibili perchè nella stessa stanza, c’è il bancone, colorato d’ogni cosa. Goduria per gli occhi e per i passanti. La Bakery si chiama anche “Fresh”, come scritto nei vetri del bancone. Ed effettivamente si ha l’idea che il cibo sia fresco, perchè è un continuo infornare/sfornare. E si vede.

Quella mattina, passeggiando per le vie lì vicino, mi imbatto nel festival dello street food della domenica. Che gioia! Inizio prima a fare un giro per i banchi, mangiando con gli occhi quelle prelibatezze. Il bancone della carne accanto a quello dei formaggi tipici. Girando, un esplosione di colori: pies e cupcakes di tutti i tipi, da acquolina in bocca. I prezzi erano modici, ma avendo già fatto colazione decisi di non provare, mi sarei sentita troppo in colpa. Le olive, le confetture, il miele, e quei bellissimi scones (focacce, briosche, irlandesi) con la frutta dentro… È stato un bel termine di paragone, se penso ai nostri mercati locali in Italia o anche a quelli polacchi. Lo street food in realtà ha molte connotazioni negative perchè spesso associato a qualcosa di scarso valore, a poco prezzo e a discapito della qualità. In realtà, si presentavano produttori locali a promuovere la loro attività, e le robe erano profumatissime e fresche. Peccato solo non le abbia gustate.

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Restiamo in tema colazione, e quindi, quella di oggi. Non potevo non andare da Queen of Tarts, una delle migliori bakery a Dublino per colazione e brunch.

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Ero proprio curiosa, perchè le buone recensioni sul web vanno o confermate o smentite. Io la confermo. Avevo un aereo da prendere e siccome era presto per il brunch ho preso una “Granola”: frutta, muesli e yogurt accompagnati da succo fresco d’arancia e caffè americano (uno dei migliori provati finora). Buonissimo, che dire? C’è solo da provare. Siamo in una caffetteria vintage, stile country con i tavolini in legno invecchiato, tazze e fiori rosa. Il bancone dei dolci è pieno di leccornie e muffin giganti, torte da sogno e tutte quelle robe (attrezzi, teiere, scatole e confezioni) da boss delle torte o da film. Lo stile è quello della bakery inglese, il profumo delizioso, deliziose sono anche le commesse e la gente nel locale. Tutto è “mini”, persino il bagnetto, e gli spazi nel locale sono ridottissimi. L’atmosfera è cozy, il posto ideale dove passare i pomeriggi piovosi e le domeniche irlandesi. Starbucks è un’altra cosa, io preferisco la Regina delle torte, forse perchè c’è anche quella mano rosa e femminile, e si vede. Ho pagato 11 euro e ho promesso che avrei lasciato una recensione su Tripadvisor.

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Come vedete, sentirsi “a casa” e coccolati in un posto tranquillo con cibo fresco e di qualità, è possibile in una grande città come Dublino. Basta girare, osservare con i propri occhi che di esperienze ne hanno fatte, farsi ispirare e soprattutto lasciarsi consigliare! La rete è piena di consigli più o meno validi e non è detto debba essere il nostro migliore amico a consigliarci i posti in cui andare a mangiare per la prima volta e quelli dove spendere meglio i nostri soldi.

Idee per il brunch? O’Connells! Perchè sono tornata lì e ho preferito non provarne un altro? La mia seconda volta da OConnells è stata fare un salto alla prima, quando andai con Sabrina e Margherita. Allora presi una irish breakfast mini con 2 sausages, bacon, uova e 2 fette di pane. Ripresi la stessa, l’ultima volta. In realtà si è trattato di un brunch. Pioveva, faceva freddo, avevo bisogno del wi fi ed era ora di pranzo. Si tratta di un pub irlandese, maestoso, sala superiore, inferiore, odore forte di birra appena entri, poi ci fai il naso, odore di scrambled eggs e caffè. Quel posto mi è familiare, il personale è gentile e si sono fatti ricordare. Forse per un fatto più legato alle mie amicizie e ai miei ricordi che alla qualità del cibo. Servono anche la full irish brekfast con funghi e fagioli. Per i più temerari e per gli stomaci forti al mattino e sempre.

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Detto questo, spero di avervi lasciato buoni spunti e qualche motivo per andare a Dublino, e provare i piaceri del food irlandese, anche per un weekend soltanto.

Ah, scusate se la qualità delle foto non è delle migliori. Giravo con il mio iPhone che è sempre un ottimo compagno di viaggio devo dire. Ho dimenticato a casa la mia nuova Samsung, mi farò perdonare portandola con me nella prossima storia.

La vostra, food storyteller, Foodiana.

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Il cielo d’Irlanda… ma anche la gente, la Guinness, il food.

Scrivere di viaggi mi rilassa, mi fa sentire una persona migliore e mi fa rivivere quello che ho tristemente lasciato. In questo post scriverò del weekend appena trascorso, del bellissimo viaggio che ho fatto a Dublino, delle persone che ho incontrato e dell’ottimo cibo che ho mangiato.

Voglio aprire questo post così: un viaggio apre la mente.  Quello che intendo io è che allarga, letteralmente, le prospettive di veduta. Fare il punto di vista sulla realtà, rendersi conto dei propri bisogni è praticamente impossibile senza i termini di paragone giusti. Ebbene, questi sono potenzialmente infiniti. Sta solo a noi crearci le opportunità e darci modo di andare alla ricerca di termini diversi. Scandagliare. Le situazioni nuove, l’inaspettato, il diverso, sono il mio cibo quotidiano. Viaggerei a colazione, a pranzo e a cena, e vorrei portare con me voi, chi mi legge, dentro a ogni singolo viaggio. Per fortuna esistono modi diversi per condividere qualcosa di bello. Ed è per questo che mi trovo qui adesso, per me, per voi.

Dublino è una città rilassata e rilassante. Fortunatamente ho trovato un bel sole ad accogliermi, quindi inizio subito col dire che il tempo non ha fatto schifo. Voglio sfatare il luogo comune che vede dubliners e non girovagare con l’ombrello. Io non l’ho aperto per 2 giorni consecutivi.

Perché rilassata? La gente. Ommioddio, la gente! I dubliners sono friendly. Stop. Aperti a nuove conoscenze, aperte al diverso, aperti al viaggio e sempre presi bene. Sarà la birra? Sarà perché lì si vive veramente bene? Sarà perché sono abituata a vedere italiani incazzosi o perché soltanto vivo in un Paese il più delle volte incazzoso e restio ad accettare la diversità? Sarà un po’ per tutto questo.

Perché rilassante? A Dublino ti viene voglia di camminare, spesso in mezzo alla strada. Metterti lì in mezzo, seguire il flusso, il va e vieni di chi intona qualche inno gaelico, dei turisti che si confondono egregiamente con gli irlandesi. Insomma, a Dublino esci e cammini. Lo fai senza dover per forza prendere un autobus o uno di quei taxi americanissimi che vanno in giro con i led gialli. Girare a piedi, oltre che low cost, è il modo migliore per godere della splendida vista e conoscere la città. Che è verde, raccolta, gioviale, accogliente e bella.

Mi sono innamorata di Dublino. Si vede? E non potrebbe essere altrimenti. La città è il luogo perfetto per un weekend breve ma intenso. Se poi si va con la compagnia giusta, è il top.

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A Dublino ho conosciuto la vita d’ostello, l’irish breakfast e la Guinness.

Essere immersi in un posto frequentato da gente che viene da ogni parte del mondo per le ragioni più svariate è illuminate.  2 notti, 2 ostelli diversi. Uno in pieno centro, con un via vai di gente pazzesco. Non ve lo sto a raccontare. L’altro sul mare, a 20 min da Dublino. Gestione familiare, una ventina di persone in totale, una lounge room che diventa punto di incontro per raccontarsi le proprie storie di vita e poi andare a prendere una pinta nel pub lì vicino. Questa è la vita d’ostello. O meglio, queste sono le “vite” che nel loro scorrere si incontrano, si mischiano, si fermano. Per una notte o più in quel luogo.

Ok, non c’è un piatto tipico. Così mi hanno detto e mi sono fidata, ma… chissenefrega?! Ho ordinato un club sandwich fantastico, di una grandezza esagerata con tanto di patatine e salse. Birra a seguire e il tutto a soli 8 euro. Un’esperienza foodiana del genere in uno di quei fantastici pub intanto che in TV trasmettono il derby di rugby è un’esperienza da fare. Gli irlandesi sono molto fieri di esserlo, nazionalisti ma non per questo meno simpatici. Sono, semmai, più colorati degli altri. Il colore in questione è il VERDE.

Ma veniamo alla parte migliore… La vera regina, all’interno di questa splendida cornice è la Guinness. Consiglio vivamente una visita allo storehouse. E’ una delle esperienze più belle e appassionanti. Memorabile, quindi. Per me appassionata di pubblicità è stato fighissimo ripercorrere tutte le tappe storiche che nel corso del tempo hanno portato la Guinness ad essere conosciuta e lanciata ovunque nel mondo. Per me appassionata di birra il top è stato la Guinness Academy. Lì mi hanno insegnato a spillare la birra, con tanto di diploma a seguire. Lì ho preso la mia Guinness, l’ho bevuta all’ultimo piano dello skyline, là dove la veduta era chiara, ampia, emozionante.

Un’ampiezza di vedute di cui avevo bisogno.

E’ questo che ho ricevuto il weekend scorso.

 

(Eccone un breve assaggio)