Off to Łódź!

Every failure made me more confident. Because I wanted even know to achieve as revenge. To show that I could.

Polański.

Il weekend scorso è stato un altro weekend all’insegna dei viaggi. La meta in questione è stata Łódź (“Wootch”) una delle città polacche più grandi in termini di popolazione. Sono andata con alcuni amici in occasione del festival del design che ha avuto luogo a Off Piotrkowska, una delle zone più importanti della città che prende il nome da una via, quella principale e l’unica. Ebbene sì, la città ha una sola arteria principale, la via Piotrkowska, il luogo della “movida”, dello shopping, del buon cibo polacco con un’infarinatura internazionale e sede di bei palazzi. La via in questione, oltre a essere il centro cittadino, il fulcro vitale della città, è una specie di museo open air. Passeggiando, è facile incontrare statue a misura d’uomo raffiguranti i personaggi famosi del luogo. C’è anche una particolarissima walk of fame stile hollywodiano. A ogni stella corrisponde un attore/regista/artista nato lì. Pochi sapranno che la città è uno dei centri culturali più attivi della Polonia, specie per il settore dell’industria cinematografica. Chi sa ad esempio che Polanski era originario di Łódź? Molti di voi avranno visto il Pianista, film che ha vinto la palma d’oro a Cannes nel 2002. Il film è relativo al periodo dell’invasione delle truppe tedesche in Polonia, ma di questo ve ne parlerò in uno dei prossimi post, quello dedicato alla Colazione per Cinefili. Beh, ritornando al discorso, molti artisti che vi hanno preso parte come attori, diretti dallo stesso Polański provengono dalla scuola di cinema e teatro più famosa della Polonia, con sede a Łódź.

Resto in tema film e ve ne racconto un’altra. Quanti di voi sono appassionati di David Lynch? Tanti. Quanti hanno visto Inland Empire? Pochi, ma gli appassionati di Lynch l’avranno visto sicuro. Ebbene, il film è stato girato a Łódź. L’avrò visto 2/3 volte incosciente del fatto che fosse stato girato in una città polacca. Probabilmente se non fossi venuta qui non l’avrei mai saputo, e questo dettaglio sarebbe passato nel limbo della mia esistenza. Per fortuna sono i dettagli che cogliamo a far la differenza, come l’aggiunta di un aroma piuttosto che un altro ai piatti che prepariamo.

Questo per dirvi che Łódź è come una perla all’interno di questo gran Paese che è la Polonia. Il respiro moderno è ampio, lo slancio verso il futuro c’è ed è un’ondata positiva, a mille. Nonostante sia figlia del comunismo e la Polonia ne porti impresse le tracce, il Paese è vivo e attrae investitori e chi ha voglia di scollarsi di dosso il vecchiume che impedisce di guardare con positività al futuro. Tutto questo è vero ed è sotto ai miei occhi, ogni giorno.

Tornando a Łódź, dopo le mie parole, vorrei lasciarvi con questa gallery fotografica per farvi assaggiare quell’atmosfera e farvi sentire il profumo di una cultura alternativa, protesa verso l’innovazione e un senso di umanità vera che come un filo invisibile ci lega qui, polacchi, expats, ebrei, tedeschi e tutte le anime, le milioni di anime che qui hanno scelto di vivere.

(l’album completo qui)

E cos’altro dirvi se non parlarvi del Manekin, il locale che ci ha accolto in 2 giorni una volta a pranzo e una volta a colazione. Mi sono innamorata di questo posto in Polonia.

Screen Shot 2014-10-22 at 9.48.40 PMCome dice la parola stessa, il locale si caratterizza per la presenza di un manichino di donna, seduta sulla panca, ad aspettare. Che significato abbia francamente non lo so. Posso dire con certezza però che lì si mangia benissimo, si mangia polacco, a prezzi molto bassi. Basicamente la pientanza per eccellenza è la crêpe salata o dolce, servita in forma quadrata e condita nei modi più diversi. Qui un’immagine della crêpe dolce con crema al mascarpone e frutti di bosco. La porzione è addirittura troppa per una persona, da dividere.

crepPresi anche una zuppa, la zurek, quella tipica polacca. Purtroppo non ne ho una foto, quindi vi lascio con la crêpe e vi auguro una dolce serata. Ci saranno nuovi appuntamenti, e vi racconterò altre storie che avranno sempre le persone e le immagini dei luoghi che vivo come tema, e sempre il cibo a far da contorno a questo bellissimo mosaico emozionante che è la mia vita adesso.

Foodiana

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Polandesimi (e tutto quello che a breve arriverà nel vostro feed).

Ed eccomi qui. Dopo mesi di latitanza torno a scrivere sul mio blog. Sono stata cattivissima, non si lascia casa per lungo tempo senza dire niente. Un po’ è quel che ho fatto. Ma chi mi conosce sa che ogni tanto ho bisogno di prendermi un pausa, per una serie di motivi. Chi non mi conosce sarà d’accordo con me. I motivi ci sono sempre, sono sempre validi e sono personali. La pausa che ho preso in realtà è stato un break generale, non solo dal mio blog. Generale e necessario. Avevo bisogno di ritornare a me stessa, detto in poche parole. Non mi dilungherò su questo tema, nè voglio giustificare la mia assenza. Ho fatto questa intro giusto per condividere con voi qualcosa di veramente importante che è successo nella mia vita. Adesso sono tornata ed eccomi qui.

Torno con un nuovo tema, nuovo layout dallo stile semplice che aspira al purismo grafico. Nuovo logo, nuova immagine ispiratrice, ‘a mozzarella.

Torniamo a noi. Come ho fatto a dirvi così poco della Polonia finora? Ogni volta che faccio qualche passo, assaggio un nuovo sapore, osservo tutto un nuovo mondo che mi circonda, penso sempre che ne devo scrivere. Vorrei potervi dare una breve e insensa visuale, o meglio, darvi modo di trasferirvi i miei sensi per farvi vivere sulla pelle tutto quel che vedo, sento, tocco e mi emoziona qui.

Il senso di questo blog è anche questo. Da food storyteller sono un po’ diventata la traveler storyteller, visto che non ho fatto altro che spostarmi da una parte all’altra per l’Italia e oltre. I miei racconti non seguono tanto un filo logico, una sequenza narrativa ben precisa – se così si può dire. Scrivo di getto, come fosse un diario. Così deve essere. Perdonerete, quindi, gli errori vari e apprezzerete il senso della lettura di chi si immedesima nello scrittore che butta tutto quel che ha dentro lì, sul piatto, e ve lo serve. Non vanno in stampa queste pagine, non c’è un editore. Ci sono solo buone forchette e appassionati di viaggi a leggere.

Giusto per farvi entrare nell’ottica di quel che dicevo, e per farvi calare nelle mie sensazioni mattutine, condivido subito un’istantanea, che altro non è se non la vista dalla mia camera a Wroclaw.

Camera con vista
Camera con vista

Oggi mi sono alzata presto, non per un motivo in particolare. Ho tante cose per la testa, altrettante che vorrei farne, cibo e viaggi che vorrei raccontarvi.

Inizio col darvi un assaggio di quel che vi racconterò a breve. Ogni viaggio merita un capitolo a sè. Non posso raccontarvi nè di Poznaz, nè di Cracovia qui, nello stesso post. Non avrebbe senso, e rischierei di non lasciarvi niente di quelle che avrebbero potuto essere le mie intenzioni.
Per cui, vi dò un’anticipazione di quel che leggerete a breve su Foodianesimi.

Anche se la mia vita non segue tanto un filo logico, cerco almeno di restare a tema. Per cui, quel che vi servo adesso è una gallery di Food che potrete sfogliare intanto che fate colazione.

Spero sia una giornata stupenda per voi, ma in genere il venerdì va così.

Zuppa Polacca, la più buona finora provata. Accadde a PoznanCena fra colleghi al Food Art di Wroclaw. Una di quelle cose posh che ogni tanto ci stanno e ti fanno venir voglia di mangiare ancora. Da un'altra parte.Colazione a Poznan. Non accade così tutti i giorni.Con la mitica Cro al Kurna chata mangiando cibo polacco docTorta salata con zucca, feta e topping francese a Cracovia. Una delle cose migliori mai provate.Zuppa di zucca servita con semi in un fichissimo caffè letterario a Cracovia.Bagel con salmone e brie a Cracovia. Colazione salata, l'eccezione. foto 4 (1)foto 5Con la Simo da Bernard a WroclawI pierogi a forno. Esistono anche quelli. Le meraviglie di California Bakery

Foodianesimo all’estero ~ da Wro with Lo.

(ossia, da Wroclaw with Love)

foto (3)

Anzitutto chiedo scusa a tutti i lettori, pochi ma buoni, di Foodianesimo. Scusate l’assenza, diciamo che sono stata presa da altro. Ok, bruttissima frase, come se del mio blog non me ne fregasse niente. Ma ho sempre detto che non sono una foodblogger, ma una storyteller di nome Foodiana. Ok, non me ne esco bene neanche questa volta. La faccio breve: amici e amiche virtuali e non, ho lasciato l’Italia per un’altra avventura. Chi mi conosce bene dirà: nulla di nuovo, tu parti sempre. Beh, è un po’ così e stavolta non a breve termine.

Ho iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Cambio citta’, cambio lavoro, cambio marca del latte, cambio cinema, cambio tram e forse anche la lingua. Per quanto io ami l’italiano, le occasioni di parlarlo qui a Breslavia sono poche. Diciamo che si tratta di dover fare un gran salto e adattarsi. Nuovamente. Perché io queste cose le so. Io ho sempre voluto cambiare, lasciare il posto dove stavo e andare da qualche altra parte. Lo stress del cambiamento, il volermi misurare con situazioni non facilissime proprio, stare lontana da quel che amo tanto mi fa bene. Ho deciso di fare questo grande passo da sola, con la forza di volonta’ e un pizzico di fortuna. In altre parole, se volessi riassumere il tutto in un grafico, eccolo:

where

Fare un trasferimento cosi grande, lasciare Roma, lasciare casa, la Sicilia, il mare, il cane, i genitori e gli amici importanti, i miei paesaggi, non e’ stato facile. E per quanti spostamenti io abbia fatto, un conto e’ lasciare Milano per Roma, un altro lasciare l’Italia per la Polonia. Lasciare la mia Comfort zone per andare in quella zona dove tutto e’ possibile, dove l’inaspettato ha luogo e il successo e’ dietro l’angolo. Lo so, non e’ facile. Tutto questo richiede adattamento, pazienza, momenti di varia natura e passaggi vari. Cose, situazioni, persone, lavoro, sono tutti tasselli di questo puzzle. Abbandonare la comfort zone non e’ del tutto semplice. Non e’ “as easy as pie” per usare un’espressione inglese riferita al food, ecco. 🙂

Easy-as-pie4

Ma eccomi qui, a Wroclaw, in italiano Breslavia. Citta’ polacca, tedesca fino al 1945. E qui mi aspetto grandi cose, soprattutto da me. Non voglio anticiparvi niente, voglio solo che le mie prime impressioni sul luogo in cui mi trovo si espandano e mi permettono di potervi parlare meglio di questo viaggio, di me, della vita di un espatriato in Polonia. E non mancheranno occasioni di parlavi tramite il food, specchio culturale di quello che siamo. Ecco, ad esempio l’altro giorno ho conosciuto questi, i pierogi. Sarebbero degli gnocchi al forno ripieni di qualsiasi cosa e serviti con delle salse. Per quanto riguarda i ripieni, devo ancora iniziare a conoscerli. Beh, se indovinate qual e’ il ripieno di questi qui la prossima volta che venite a trovarmi vi offro una cena in stile polacco!

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