3 piatti, 2 città, 1 stagione: come vi servivo l’inverno prima

Il senso di un blog è anche quello di fare un discorso che riprende i temi passati e li ripropone. Oggi voglio proporvi alcuni piatti, 3 primi piattiche ho preparato durante gli inverni passati vivendo tra Roma e Milano. Sfogliando queste pagine ho fatto un salto indietro nel tempo. È sempre piacevole tornare indietro rivivendo anche per un attimo tutte le emozioni di quella giornata. Ho impresse come fotografie tutti i momenti del mio vivere lì. Le mie avventure, gli amici ritrovati e quelli che non se ne sono mai andati. Durante il periodo romano ho conosciuto quelli che ora sono i miei migliori amici. Sono ritornata a Roma dopo una pausa di un anno a Milano, una delle parentesi migliori della mia vita. Viaggiare in lungo e in largo per l’Italia, conoscere culture paesane diverse, passeggiare un po’ per il Duomo, un po’ per i Fori imperiali, mi è servito ad arricchire il mio bagaglio interiore. La mia fonte di ispirazione è sempre viva, c’è sempre stata e non è mai andata.

Ogni tanto ho nostalgia, ma fa parte del gioco. Adoro le mie città, quello che mi hanno regalato, e ciò che sono adesso per me. Adoro com’ero in quei giorni lì, adoro vedere che sono cambiata. Faccio una carrellata lungo la strada dei miei cambiamenti e vi servo i miei piatti, quelli che ho preparato tempo fa’, quando faceva freddo, quando vivevo con persone diverse, quando il mio blog non aveva fissa dimora e spesso ho passato lunghi periodi senza scrivere nulla.

Quelle che trovate qui sono ricette complete. C’è molta fantasia anche, improvvisazione e poesia. Tre ricette. Temi comune: verde, carboidrati, creatività e sentimen ti. Vi servo tutto questo sul piatto, fatene buon uso.

Fusilli Broccoli e Noci

After the Snow: HUNGRY!Piatto romano dell’inverno 2012. Quell’anno a Roma nevicò e le rovine romane avevano un fascino particolare, indimenticabile. Tornai a casa dopo una passaggiata in centro a fotografare con la mia Reflex. Dopo aver fatto una bella spesa in uno dei tanto amati supermercati italiani, preparai questo piatto.

….Ho tagliato i broccoli verdi a pezzettoni e li ho cotti al vapore. Intanto ho fatto rosolate la salvia in un filo d’olio, poi ho scolato i broccoletti e li ho mescolati per bene alla salvia. L’accoppiata broccoli-salvia genera un aroma unico. In genere la salvia viene utilizzata da sola perchè ha un aroma talmente forte da annulare quello degli altri cibi cui viene abbinata. Nel mio caso, ha migliorato l’odore post-cottura dei broccoli, amalgamandolo con il proprio. Ho scelto dei fusilloni napoletani, belli grossi anch’essi. Dopo averli scolati ben al dente, li ho fatti cuocere per un minuto in padella con i broccoli e la salvia, intanto che aggiungevo un po’ di gherigli. A piatto ultimato, un attimo prima di spostare il tutto nel piatto, ho aggiunto un cucchiaio di panna da cucina, giusto per ammorbidire il tutto e creare una velatura soffice.”

Risotto al gorgonzola con cavoletti di bruxelles e mele

Love at first taste.

C’è molta poesia in questo post del marzo 2012. Raccontavo una favola, la storia del gorgonzola, personaggio intenso e dal carattere umido. Così lo definivo. C’erano poi i cavoletti, verdure carine da vedere nella loro rotondità, ma che ho snobbato per quasi 20 anni. Li ho messi insieme, ne ho fatto un piatto poetico.

Ho preparato il risotto carnaroli al gorgonzola, unendo qualche fogliolina di cavoletto. Dopo averli cotti al vapore, ho adagiato i cavoletti su un piatto al centro del quale ho messo il risotto. Non ho aggiunto altri formaggi, nè burro, nè brodo. Un risotto semplice, fatto con l’acqua di cottura dei cavoletti e il gorgonzola. Infine ho completato il piatto con qualche fetta di mela golden. In questo piatto i contrasti gustativi e olfattivi restituiscono equilibrio al gusto. Il sapore intenso del gorgonzola e il dolce aroma della croccante golden si abbracciano in un quadro soft e delicato, accentuato a livello visivo dai cromatismi freddi bianco-verde. Il leggero tocco dorato della mela ammorbidisce i toni risaldando la mantecatura del riso e regalando freschezza al piatto.
Se volete leggere la morale finale, andate dritti al post.
gnocchi
Piatto milanese. I miei gnocchi grandi, rustici, buoni. Non li ho più rifatti da allora, non chiedetemi perchè. Adoro questo post e vi consiglio di leggero direttamente dalla pagina dell’1 novembre 2012. Sono passati 2 anni da allora, ho forse perso un po’ di poesia nella preparazione dei miei piatti mi sa.
Gli gnocchi sono semplicissimi da realizzare e richiedono un rapporto molto “tattile” con il cibo. Tutto inizia dall’impasto. Non c’è una regola unica, si tratta di un momento personale e intimo. Ho aggiunto farina, uovo, spinaci, noce moscata e sale. Ho rigirato il composto con l’aiuto della forchetta. Deve essere di densità media, abbastanza morbido ed elestico. La cosa bella da vedere, sotto agli occhi, è assistere al cambiamento della sostanza, la pasta che prende forma. E, successivamente, altro spettacolo: la trasformazione in seguito all’incontro col bollore dell’acqua salata.
I consigli finali erano questi

Gustare da soli o in compagnia e farlo molto, molto lentamente. Perchè si conservi il ricordo, infatti, è necessario allungare il più a lungo possibile i secondi che viviamo. Altrimenti tutto sfugge, si perde il valore del gusto e non si assaporano le sensazioni.

 Il cibo regala pura poesia a chi vuole ascoltare.

Buon viaggio amici.

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L’autunno è una nuova primavera. Vi servo gli spaghetti.

“Autumn is the hardest season. The leaves are all falling, and they’re falling like they’re falling in love with the ground.”
Andrea Gibson

Ho deciso di cucinare come non accadeva da un po’ di tempo. Finalmente. Non ci sono più scuse, adesso ci sono io in primo luogo e davanti al mio piatto. Davanti al mondo. Alcuni lo sanno, altri non lo sanno (quindi adesso lo sapranno) che ho passato un periodo nero. Il nulla, il vuoto totale, il buio prima e dopo la siepe. Non riesco con esattezza a dire quanto questo periodo sia stato lungo. Forse 3, forse quattro mesi. Circoscriverlo non è possibile e mi fa paura. Riconoscerlo e affrontarlo è quel che ho fatto per riprendermi me stessa. Durante questo periodo ho affrontato una crisi creativa e comunicativa. Non scrivevo, non raccontavo. In questo posto non esistevo. E questo non deve più esistere.

Questo blog è nato più di due anni ed è il mio diario pubblico. Nel tempo ho conosciuto voi, vi ho letto, mi avete letto e ci siamo virtualmente conosciuti. Quello che è nato come un esperimento universitario, un salto nella rete, è adesso una parte di me online e offline. Da questa presa di coscienza voglio partire. Questo sarà il mio credo. Qui c’è una parte della mia creatività e della mia vita. Non scriverei qui se non ci foste voi. Per questo vi ringrazio, sia per le favole che leggo, le vostre, sia per i deliri (i miei) che trovate di tanto in tanto sul vostro feed. Finora ho scritto poco, non abbastanza per quanto avrei voluto. Disagio esistenziale a parte, scomparsa dagli schermi per una serie di lunghi mesi, non ho mai realizzato quanto importante fosse questo spazio. Qui e ora.

Adesso che sono ritornata e ritornata in me, ho in mente altre cose e dei progetti su cui lavorare. Ma per prima cosa, ho intenzione di cucinare. Riprendere a farlo come facevo prima. Scoporre, ricomporre, accostare e inventare. Questa è la cucina: creazione e scomposizione di processi creativi. Il cibo è la materia prima, i miei processi interiori sono gli utensili, i ferri del mestiere. Per dimostrarvi che sono di parola, vi lascio con una ricetta foodiana.

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Perchè questi elementi? Semplicemente li ADORO. In inverno mangerei sempre e solo funghi. Zuppe in primis. Fortunatamente qui in Polonia è facile ordinare una buona zuppa. Tutto questo fa parte della cultura culinaria polacca. Vi prometto un post sulle zuppe polacche, che meritano, riscaldano e vanno conosciute.

Comunque sia, ho accostato i funghi (i cardoncelli) con del cavolo. Li ho fatti stufare insieme con un po’ di cipolla per una decina di minuti aggiungendo un po’ d’acqua. Intanto ho cotto la pasta che ho aggiunto alla padella dei funghi una volta pronta. Per finire, a fuoco spento, ho saltato gli spaghetti caldi con del gorgonzola dolce a cui ho aggiunto del pepe nero e prezzemolo. Il risultato è stato come lo avevo immaginato. Il mio primo invernale di una lunga serie (e di un lungo inverno che sta per arrivare) è servito.

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Spaghetti autunnali: funghi, cavolo, gorgonzola

How my grandma makes "gnocchi"…

🙂 Ridi, ridi che intanto la nonna fa gli gnocchi!
 
La preparazione degli gnocchi è qualcosa di eccezionale. Semplice ed estremamente bella da vedere. Assistere alla trasformazione della farina e dell’acqua in qualcosa di compatto e morbido è affascinante. Soprattutto se a farlo è mia nonna che lavora quella pasta in maniera impeccabile e perfetta da anni ormai. Ogni volta per me è come prender parte a uno spettacolo dove magia e realtà si incontrano e danno vita al miracolo più sorprendente: la PASTA!
 
 
Prima Fase: l’impasto
 
 
 
Seconda fase: creazione della pasta
Terza fase: Sugo fresco e melanzane! 
 
 
Buon appetito!