Il cielo d’Irlanda… ma anche la gente, la Guinness, il food.

Scrivere di viaggi mi rilassa, mi fa sentire una persona migliore e mi fa rivivere quello che ho tristemente lasciato. In questo post scriverò del weekend appena trascorso, del bellissimo viaggio che ho fatto a Dublino, delle persone che ho incontrato e dell’ottimo cibo che ho mangiato.

Voglio aprire questo post così: un viaggio apre la mente.  Quello che intendo io è che allarga, letteralmente, le prospettive di veduta. Fare il punto di vista sulla realtà, rendersi conto dei propri bisogni è praticamente impossibile senza i termini di paragone giusti. Ebbene, questi sono potenzialmente infiniti. Sta solo a noi crearci le opportunità e darci modo di andare alla ricerca di termini diversi. Scandagliare. Le situazioni nuove, l’inaspettato, il diverso, sono il mio cibo quotidiano. Viaggerei a colazione, a pranzo e a cena, e vorrei portare con me voi, chi mi legge, dentro a ogni singolo viaggio. Per fortuna esistono modi diversi per condividere qualcosa di bello. Ed è per questo che mi trovo qui adesso, per me, per voi.

Dublino è una città rilassata e rilassante. Fortunatamente ho trovato un bel sole ad accogliermi, quindi inizio subito col dire che il tempo non ha fatto schifo. Voglio sfatare il luogo comune che vede dubliners e non girovagare con l’ombrello. Io non l’ho aperto per 2 giorni consecutivi.

Perché rilassata? La gente. Ommioddio, la gente! I dubliners sono friendly. Stop. Aperti a nuove conoscenze, aperte al diverso, aperti al viaggio e sempre presi bene. Sarà la birra? Sarà perché lì si vive veramente bene? Sarà perché sono abituata a vedere italiani incazzosi o perché soltanto vivo in un Paese il più delle volte incazzoso e restio ad accettare la diversità? Sarà un po’ per tutto questo.

Perché rilassante? A Dublino ti viene voglia di camminare, spesso in mezzo alla strada. Metterti lì in mezzo, seguire il flusso, il va e vieni di chi intona qualche inno gaelico, dei turisti che si confondono egregiamente con gli irlandesi. Insomma, a Dublino esci e cammini. Lo fai senza dover per forza prendere un autobus o uno di quei taxi americanissimi che vanno in giro con i led gialli. Girare a piedi, oltre che low cost, è il modo migliore per godere della splendida vista e conoscere la città. Che è verde, raccolta, gioviale, accogliente e bella.

Mi sono innamorata di Dublino. Si vede? E non potrebbe essere altrimenti. La città è il luogo perfetto per un weekend breve ma intenso. Se poi si va con la compagnia giusta, è il top.

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A Dublino ho conosciuto la vita d’ostello, l’irish breakfast e la Guinness.

Essere immersi in un posto frequentato da gente che viene da ogni parte del mondo per le ragioni più svariate è illuminate.  2 notti, 2 ostelli diversi. Uno in pieno centro, con un via vai di gente pazzesco. Non ve lo sto a raccontare. L’altro sul mare, a 20 min da Dublino. Gestione familiare, una ventina di persone in totale, una lounge room che diventa punto di incontro per raccontarsi le proprie storie di vita e poi andare a prendere una pinta nel pub lì vicino. Questa è la vita d’ostello. O meglio, queste sono le “vite” che nel loro scorrere si incontrano, si mischiano, si fermano. Per una notte o più in quel luogo.

Ok, non c’è un piatto tipico. Così mi hanno detto e mi sono fidata, ma… chissenefrega?! Ho ordinato un club sandwich fantastico, di una grandezza esagerata con tanto di patatine e salse. Birra a seguire e il tutto a soli 8 euro. Un’esperienza foodiana del genere in uno di quei fantastici pub intanto che in TV trasmettono il derby di rugby è un’esperienza da fare. Gli irlandesi sono molto fieri di esserlo, nazionalisti ma non per questo meno simpatici. Sono, semmai, più colorati degli altri. Il colore in questione è il VERDE.

Ma veniamo alla parte migliore… La vera regina, all’interno di questa splendida cornice è la Guinness. Consiglio vivamente una visita allo storehouse. E’ una delle esperienze più belle e appassionanti. Memorabile, quindi. Per me appassionata di pubblicità è stato fighissimo ripercorrere tutte le tappe storiche che nel corso del tempo hanno portato la Guinness ad essere conosciuta e lanciata ovunque nel mondo. Per me appassionata di birra il top è stato la Guinness Academy. Lì mi hanno insegnato a spillare la birra, con tanto di diploma a seguire. Lì ho preso la mia Guinness, l’ho bevuta all’ultimo piano dello skyline, là dove la veduta era chiara, ampia, emozionante.

Un’ampiezza di vedute di cui avevo bisogno.

E’ questo che ho ricevuto il weekend scorso.

 

(Eccone un breve assaggio)

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Pubblicato da

Enza Maria Saladino

Ho l'animo nomade, lo spirito mutevole, i piedi per terra, la testa per aria e le mani nel digital.

4 pensieri su “Il cielo d’Irlanda… ma anche la gente, la Guinness, il food.”

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