metafore e sentimenti · polonia · primi

L’autunno è una nuova primavera. Vi servo gli spaghetti.

“Autumn is the hardest season. The leaves are all falling, and they’re falling like they’re falling in love with the ground.”
Andrea Gibson

Ho deciso di cucinare come non accadeva da un po’ di tempo. Finalmente. Non ci sono più scuse, adesso ci sono io in primo luogo e davanti al mio piatto. Davanti al mondo. Alcuni lo sanno, altri non lo sanno (quindi adesso lo sapranno) che ho passato un periodo nero. Il nulla, il vuoto totale, il buio prima e dopo la siepe. Non riesco con esattezza a dire quanto questo periodo sia stato lungo. Forse 3, forse quattro mesi. Circoscriverlo non è possibile e mi fa paura. Riconoscerlo e affrontarlo è quel che ho fatto per riprendermi me stessa. Durante questo periodo ho affrontato una crisi creativa e comunicativa. Non scrivevo, non raccontavo. In questo posto non esistevo. E questo non deve più esistere.

Questo blog è nato più di due anni ed è il mio diario pubblico. Nel tempo ho conosciuto voi, vi ho letto, mi avete letto e ci siamo virtualmente conosciuti. Quello che è nato come un esperimento universitario, un salto nella rete, è adesso una parte di me online e offline. Da questa presa di coscienza voglio partire. Questo sarà il mio credo. Qui c’è una parte della mia creatività e della mia vita. Non scriverei qui se non ci foste voi. Per questo vi ringrazio, sia per le favole che leggo, le vostre, sia per i deliri (i miei) che trovate di tanto in tanto sul vostro feed. Finora ho scritto poco, non abbastanza per quanto avrei voluto. Disagio esistenziale a parte, scomparsa dagli schermi per una serie di lunghi mesi, non ho mai realizzato quanto importante fosse questo spazio. Qui e ora.

Adesso che sono ritornata e ritornata in me, ho in mente altre cose e dei progetti su cui lavorare. Ma per prima cosa, ho intenzione di cucinare. Riprendere a farlo come facevo prima. Scoporre, ricomporre, accostare e inventare. Questa è la cucina: creazione e scomposizione di processi creativi. Il cibo è la materia prima, i miei processi interiori sono gli utensili, i ferri del mestiere. Per dimostrarvi che sono di parola, vi lascio con una ricetta foodiana.

Screen Shot 2014-11-03 at 11.08.24 PM

Perchè questi elementi? Semplicemente li ADORO. In inverno mangerei sempre e solo funghi. Zuppe in primis. Fortunatamente qui in Polonia è facile ordinare una buona zuppa. Tutto questo fa parte della cultura culinaria polacca. Vi prometto un post sulle zuppe polacche, che meritano, riscaldano e vanno conosciute.

Comunque sia, ho accostato i funghi (i cardoncelli) con del cavolo. Li ho fatti stufare insieme con un po’ di cipolla per una decina di minuti aggiungendo un po’ d’acqua. Intanto ho cotto la pasta che ho aggiunto alla padella dei funghi una volta pronta. Per finire, a fuoco spento, ho saltato gli spaghetti caldi con del gorgonzola dolce a cui ho aggiunto del pepe nero e prezzemolo. Il risultato è stato come lo avevo immaginato. Il mio primo invernale di una lunga serie (e di un lungo inverno che sta per arrivare) è servito.

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Spaghetti autunnali: funghi, cavolo, gorgonzola

2 thoughts on “L’autunno è una nuova primavera. Vi servo gli spaghetti.

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