Il cibo dell’Est, il vento del Nord

Oggi parlo di cibo polacco e non solo. Facciamo che vi parlo di cibo dell’Est e lo diamo per buono, visto che vivendo in Polonia mi sono trovata spesso in Germania, e comunque nella parte dell’Est. Ogni volta che viaggio e faccio un’esperienza foodiana nuova, mi rendo conto di quanto in fin dei conti io abbia visto poco. Ogni assaggio, ogni piatto, ha una storia da raccontare e porta impressi i segni del luogo in cui è nato, o semplicemente è passato e la gente del posto l’ha preso con sè, facendone un piatto locale.

Il cibo è viaggio ed è privo di senso viaggiare se non si apprezza la cucina dei posti che si visitano, o quanto meno se non si fa il tentativo di provare cose diverse. È dall’accostare i contrasti che si riesce a distinguere i gusti e le sfumature tra le cose. Più che un luogo comune, questo è qualcosa che ho imparato nel tempo, vivendo all’estero, avvicinandomi alle cucine locali e chiacchierando con la gente che qui e lì ho incontrato. Non è mancato neanche chi ha saputo dire che la cucina polacca fa schifo, per questo non è conosciuta altrove. Ecco, queste sono le classiche parole che mi fanno vomitare. Quella volta non lo feci, ma scrissi soltanto, dentro di me da qualche parte questo pensiero stupido e personale e pensai: ok, sei una persona noiosa.

Torniamo ai piatti di cui voglio parlarvi, o meglio, presentarvi. Non che sia l’esperta del polish food, o in grado di farvi l’elenco di tutte le specialità con i crauti. Quello che voglio fare è presentarvi le cose nuove che ho visto e mangiato con i miei occhi di allora, che probabilmente sono gli stessi di chi si è avvicinato a questi piatti, per la prima volta. Tranne per chi è noioso e basta e non riesce a vedere ciò che c’è da vedere o a mangiare ciò che andrebbe mangiato.

Pierogi

Partiamo dai Pierogi, forse il piatto polacco tipico per eccellenza. Si tratta di gnocchi, ravioloni, ripieni con qualsiasi cosa. Carne, formaggi, verdure. Possono essere cotti al forno e serviti con salse varie (in genere molto speziate – quella più famosa è a base di formaggio, aglio e timo) oppure semplicemente bolliti con delle cipolle dorate sopra. Immaginate, quindi, dei panzerotti ripieni e serviti con quanto di più calorico possa esistere. Se vi piace l’accoppiata con panna acida, dovreste fare un salto qui. Il primo posto in cui li ho provati, Pierogarnia, ristorante polacco nel centro di Wroclaw con i classici piatti polacchi, dalle zuppe con i noodles (che sarebbero i nostri fusilli) alle insalate.

I pierogi a forno. Esistono anche quelli.

Zuppe

Tantissime, a base di carne e verdure. La più famosa? Lo Zurek. Minestra tipica polacca a base di farina di segale, salsiccia e uova. In genere viene servita calda dentro una scodella di pane. Non riuscirei a immaginare una roba migliore per riscaldarsi quando fa freddo, in Polonia e non solo. Esistono diverse varianti di questa zuppa che si caratterizza per il sapore acidulo. Leggevo che un tempo era tradizione comune consumarla nei periodi di festa, adesso è impensabile entrare in un ristorante polacco, per la prima volta, e non provarla. L’ho provata da Kurna Chata forse uno dei migliori ristoranti polacchi dove fare una sana scorpacciata di cibo tipico a poco prezzo intanto che si beve del piwo (birra polacca) o vino caldo.

Zuppa Polacca, la più buona finora provata. Accadde a Poznan

Goulash

Non proprio polacco, ma comunissimo qui. Questo piatto molto saporito a base di carne viene qui servita principalmente in 2 modi: nel classico contenitore di pane scavato che fa da scodella oppure i potato pancakes. Buonissimi. Tutto questo viene servito con insalate varie a base di carote, porri, cipolle, bietola e maionese. Non ci vado pazza personalmente, ma provarle è un must in Polandia. Tutti questi tipi di insalate e stuzzichini li si trova anche nelle gastronomie, nei banchi frigo dei supermercati. Freschi o congelati.

Con la mitica Cro al Kurna chata mangiando cibo polacco doc

Naleśniki

Ossia le Crepes. Dolci e salate, servite con i più svariati condimenti. a Lodz, dove sono andata in visita, c’era Manekin, catena polacca  con un menù svariato di Pancakes e Crepes, grandi. Di tutti i tipi, accompagnate con le classiche salse che qui praticamente vanno a ruba come l’olio da noi. Non il classico fast food, ma una catena seria con prezzi convenienti e cibo buono. Siamo tornati a farci colazione dopo un pranzo che ci ha stupito. Tappa da fare una volta in Polonia.

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Potato Pancakes

Dove la pasta praticamente non esiste quasi, esistono alti modi per accompagnare i secondi piatti. Uno di questi i Potato Pancakes, ottimi con la carne (goulash nel mio caso), pesanti perchè in genere fritti e serviti anche questi con qualsiasi cosa si desideri. Occhio che anche i vegetariani hanno la possibilità di scegliere un piatto con i potato pancakes senza carne ovviamente. Preciso che qui a Wroclaw ristoranti vegetariani ce ne sono diversi o anche semplici bistrò che utilizzano cibi freschi, centrifugati e rivisitazione dei piatti più comuni in chiave veg.

Colazioni

Vi parlo ora delle colazioni perchè ho un debole per queste. Spesso le preferisco rispetto ad altri pasti della giornata. Le colazioni del weekend specialmente, quelle in cui godersi un nuovo posto, fare una nuova scoperta e guastarsi un bel brunch domenicale nel momento migliore della giornata, la mattina. Qui non c’è una vera e propria tradizione come la breakfast all’irlandese o in Germania. Diciamo che la cucina è abbastanza internazione e si trova dal dolce al salato. Si può cosí scegliere di mangiare una fetta di torta in una Cookiernia, la maggior parte delle quali qui ha dolci esclusivamente homemade, freschissimi e particolari. A parte le buonissime cheesecake in perfetto stile americano, una delle mie torte preferite è la crostata con crema al limone e meringhe. Non mancano posti dove fare un degno bruch. Tra questi, mi è capitato più volte di andare da Giselle a Wroclaw, una boulangerie francese con un menù vario di piatti e incastri perfetti per la colazione o il pranzo. E anche qui belle torte, ottimi croissant, salmone, uova e marmellate fresche per gli amanti della colazione continentale.

#solocosebelle

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E ovviamente non posso che chiudere dicendo che tutto questo ha avuto valore perchè c’è sempre stato qualcuno a condividerlo con me. Ma sono stata anche da sola e avrei voluto che ci fosse stato quel qualcuno con me. Il vento sarebbe stato meno freddo. Ma mi sono salvata presto e le scoperte sono andate facendosi, col tempo, maggiori e migliori.

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Off to Łódź!

Every failure made me more confident. Because I wanted even know to achieve as revenge. To show that I could.

Polański.

Il weekend scorso è stato un altro weekend all’insegna dei viaggi. La meta in questione è stata Łódź (“Wootch”) una delle città polacche più grandi in termini di popolazione. Sono andata con alcuni amici in occasione del festival del design che ha avuto luogo a Off Piotrkowska, una delle zone più importanti della città che prende il nome da una via, quella principale e l’unica. Ebbene sì, la città ha una sola arteria principale, la via Piotrkowska, il luogo della “movida”, dello shopping, del buon cibo polacco con un’infarinatura internazionale e sede di bei palazzi. La via in questione, oltre a essere il centro cittadino, il fulcro vitale della città, è una specie di museo open air. Passeggiando, è facile incontrare statue a misura d’uomo raffiguranti i personaggi famosi del luogo. C’è anche una particolarissima walk of fame stile hollywodiano. A ogni stella corrisponde un attore/regista/artista nato lì. Pochi sapranno che la città è uno dei centri culturali più attivi della Polonia, specie per il settore dell’industria cinematografica. Chi sa ad esempio che Polanski era originario di Łódź? Molti di voi avranno visto il Pianista, film che ha vinto la palma d’oro a Cannes nel 2002. Il film è relativo al periodo dell’invasione delle truppe tedesche in Polonia, ma di questo ve ne parlerò in uno dei prossimi post, quello dedicato alla Colazione per Cinefili. Beh, ritornando al discorso, molti artisti che vi hanno preso parte come attori, diretti dallo stesso Polański provengono dalla scuola di cinema e teatro più famosa della Polonia, con sede a Łódź.

Resto in tema film e ve ne racconto un’altra. Quanti di voi sono appassionati di David Lynch? Tanti. Quanti hanno visto Inland Empire? Pochi, ma gli appassionati di Lynch l’avranno visto sicuro. Ebbene, il film è stato girato a Łódź. L’avrò visto 2/3 volte incosciente del fatto che fosse stato girato in una città polacca. Probabilmente se non fossi venuta qui non l’avrei mai saputo, e questo dettaglio sarebbe passato nel limbo della mia esistenza. Per fortuna sono i dettagli che cogliamo a far la differenza, come l’aggiunta di un aroma piuttosto che un altro ai piatti che prepariamo.

Questo per dirvi che Łódź è come una perla all’interno di questo gran Paese che è la Polonia. Il respiro moderno è ampio, lo slancio verso il futuro c’è ed è un’ondata positiva, a mille. Nonostante sia figlia del comunismo e la Polonia ne porti impresse le tracce, il Paese è vivo e attrae investitori e chi ha voglia di scollarsi di dosso il vecchiume che impedisce di guardare con positività al futuro. Tutto questo è vero ed è sotto ai miei occhi, ogni giorno.

Tornando a Łódź, dopo le mie parole, vorrei lasciarvi con questa gallery fotografica per farvi assaggiare quell’atmosfera e farvi sentire il profumo di una cultura alternativa, protesa verso l’innovazione e un senso di umanità vera che come un filo invisibile ci lega qui, polacchi, expats, ebrei, tedeschi e tutte le anime, le milioni di anime che qui hanno scelto di vivere.

(l’album completo qui)

E cos’altro dirvi se non parlarvi del Manekin, il locale che ci ha accolto in 2 giorni una volta a pranzo e una volta a colazione. Mi sono innamorata di questo posto in Polonia.

Screen Shot 2014-10-22 at 9.48.40 PMCome dice la parola stessa, il locale si caratterizza per la presenza di un manichino di donna, seduta sulla panca, ad aspettare. Che significato abbia francamente non lo so. Posso dire con certezza però che lì si mangia benissimo, si mangia polacco, a prezzi molto bassi. Basicamente la pientanza per eccellenza è la crêpe salata o dolce, servita in forma quadrata e condita nei modi più diversi. Qui un’immagine della crêpe dolce con crema al mascarpone e frutti di bosco. La porzione è addirittura troppa per una persona, da dividere.

crepPresi anche una zuppa, la zurek, quella tipica polacca. Purtroppo non ne ho una foto, quindi vi lascio con la crêpe e vi auguro una dolce serata. Ci saranno nuovi appuntamenti, e vi racconterò altre storie che avranno sempre le persone e le immagini dei luoghi che vivo come tema, e sempre il cibo a far da contorno a questo bellissimo mosaico emozionante che è la mia vita adesso.

Foodiana

Foodianesimo all’estero ~ da Wro with Lo.

(ossia, da Wroclaw with Love)

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Anzitutto chiedo scusa a tutti i lettori, pochi ma buoni, di Foodianesimo. Scusate l’assenza, diciamo che sono stata presa da altro. Ok, bruttissima frase, come se del mio blog non me ne fregasse niente. Ma ho sempre detto che non sono una foodblogger, ma una storyteller di nome Foodiana. Ok, non me ne esco bene neanche questa volta. La faccio breve: amici e amiche virtuali e non, ho lasciato l’Italia per un’altra avventura. Chi mi conosce bene dirà: nulla di nuovo, tu parti sempre. Beh, è un po’ così e stavolta non a breve termine.

Ho iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Cambio citta’, cambio lavoro, cambio marca del latte, cambio cinema, cambio tram e forse anche la lingua. Per quanto io ami l’italiano, le occasioni di parlarlo qui a Breslavia sono poche. Diciamo che si tratta di dover fare un gran salto e adattarsi. Nuovamente. Perché io queste cose le so. Io ho sempre voluto cambiare, lasciare il posto dove stavo e andare da qualche altra parte. Lo stress del cambiamento, il volermi misurare con situazioni non facilissime proprio, stare lontana da quel che amo tanto mi fa bene. Ho deciso di fare questo grande passo da sola, con la forza di volonta’ e un pizzico di fortuna. In altre parole, se volessi riassumere il tutto in un grafico, eccolo:

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Fare un trasferimento cosi grande, lasciare Roma, lasciare casa, la Sicilia, il mare, il cane, i genitori e gli amici importanti, i miei paesaggi, non e’ stato facile. E per quanti spostamenti io abbia fatto, un conto e’ lasciare Milano per Roma, un altro lasciare l’Italia per la Polonia. Lasciare la mia Comfort zone per andare in quella zona dove tutto e’ possibile, dove l’inaspettato ha luogo e il successo e’ dietro l’angolo. Lo so, non e’ facile. Tutto questo richiede adattamento, pazienza, momenti di varia natura e passaggi vari. Cose, situazioni, persone, lavoro, sono tutti tasselli di questo puzzle. Abbandonare la comfort zone non e’ del tutto semplice. Non e’ “as easy as pie” per usare un’espressione inglese riferita al food, ecco. 🙂

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Ma eccomi qui, a Wroclaw, in italiano Breslavia. Citta’ polacca, tedesca fino al 1945. E qui mi aspetto grandi cose, soprattutto da me. Non voglio anticiparvi niente, voglio solo che le mie prime impressioni sul luogo in cui mi trovo si espandano e mi permettono di potervi parlare meglio di questo viaggio, di me, della vita di un espatriato in Polonia. E non mancheranno occasioni di parlavi tramite il food, specchio culturale di quello che siamo. Ecco, ad esempio l’altro giorno ho conosciuto questi, i pierogi. Sarebbero degli gnocchi al forno ripieni di qualsiasi cosa e serviti con delle salse. Per quanto riguarda i ripieni, devo ancora iniziare a conoscerli. Beh, se indovinate qual e’ il ripieno di questi qui la prossima volta che venite a trovarmi vi offro una cena in stile polacco!

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