Quello che non c’è

Sono stata un po’ assente nelle ultime settimane.

È dall’ultima volta che ho scritto sul blog che non sono stata ferma. Ho viaggiato. Sono stata a Praga, a Cracovia e in Italia. Il viaggio a Praga era da fare da mesi. Sono andata con le mie 2 amiche russe. Abbiamo iniziato insieme a lavorare nello stesso posto e ci eravamo promesse un viaggio. Con la Mimmix che è venuta a trovarmi in Polonia siamo andate a Cracovia, 2 giorni e -4 gradi. Non vi dico. Volevo mostrarle la città, che merita ed è bellissima, ma a causa del freddo tagliente (stranamente più fredda rispetto a Wroclaw) abbiamo girato pochissimo per il centro. Sento ancora quel freddo addosso se ci penso. L’ultimo weekend invece ero a Milano. Mi sono fermata per una settimana, per motivi di lavoro, e ne ho approfittato per salutare i miei amici, fare un salto a Bergamo, trovare pezzi di me che ho lasciato lì. Una settimana intensa, piena di emozioni che non si possono descrivere. Per fortuna ho i miei punti di riferimento, mi dico sempre. Per sfortuna non posso averli sempre con me, e questo è stato anche motivo delle miei crisi. Per mia fortuna, il mio lavoro mi permette di viaggiare e ricongiungermi con i miei affetti. Ho bisogno della parte stabile di me, di loro. Di chi mi conosce, di chi non ha bisogno spiegazioni, mai. I miei punti fermi viaggiano separatamente da me, in questo momento della mia vita. Mi dico che sto facendo tante cose, sto imparando, vedendo un’altra parte di mondo ma è come se mancasse qualcosa. Adesso riesco a definire meglio quello che mi manca. Sono le persone che non potrò mai portare con me, in tutti i miei spostamenti e giri infiniti. Le persone insostituibili che mi hanno fatto diventare quella che sono e che porto con te, invisibili, con un peso enorme.

Ogni tanto, per rilassarmi, cerco di focalizzare l’immagine del mio gatto che mi fa stare bene. Faccio la stessa cosa, cercando di rivivere i momenti che ho vissuto con i miei amici veri e mi rendo conto che tutto questo, attualmente mi manca. Nella mia quotidianità non ci sono loro. Ok c’è altro, altre persone, altre situazioni ed esperienze nuove. Su questo non c’è dubbio.

Ma quello che sento spesso, ogni giorno, è quello che non c’è.

Il piatto di oggi è mezzo vuoto. Ho come la sensazione di avere miliardi di cose per la testa e non riuscire a farne mezza.

Anche oggi, avrei voluto parlarvi di weekend qui e lì, delle città, del cibo, dei momenti belli, ma non posso. C’è tanto rumore nella mia testa e tanta stanchezza. A volte penso che se fossi stata meno sensibile sarei stata capace di soffrire meno. Di conseguenza avrei provato meno trasporto per le cose e avrei evitato di farmi del male. Ci dicono di essere forti, ci propinano l’immagine del temerario che non ha bisogno di niente e nessuno e che può stare bene ovunque. Vi giuro, io queste persone le ho incontrate. Esistono. Io non sono così. Se è sfiga o fortuna, lo scoprirò vivendo. Attualmente mi limito a tenere a bada quella parte di me che ricerca quello che non c’è.

Vi lascio con qualche momento foodiano, sperando che il weekend mi permetta di fare qualcosa di dolce e condividerlo con voi, come andrebbe fatto. In queste foto c’è tanta bellezza e bei momenti. Non riuscire a trasmettervi le emozioni e il contesto, cosi come gli odori e la consistenza dei piatti mi svilisce. Ma c’è anche altro lì dentro. Ma spesso, mangiare serve a riempire i miei vuoti e di questo me ne rendo conto.

Trattarsi bene, a Milano

View this post on Instagram

#meatballs

A post shared by Enza Maria Saladino (@therealfoodiana) on

View this post on Instagram

Cene d un certo spessore

A post shared by Enza Maria Saladino (@therealfoodiana) on

Trattarsi bene, all’estero

View this post on Instagram

Zuppa di broccoli a #krakow con @smirmi

A post shared by Enza Maria Saladino (@therealfoodiana) on

View this post on Instagram

Potato pancakes in everywhere! #Prague

A post shared by Enza Maria Saladino (@therealfoodiana) on

View this post on Instagram

Con la Mimmix in un posto hipster a Wro 💜

A post shared by Enza Maria Saladino (@therealfoodiana) on

Foodiana

Annunci

Il Cielo d’Irlanda ~ parte 2

Amici,

domani sarò a Dublino per lavoro. Parto giovedì, torno domenica a Wroclaw. Considerato che venerdì sarò tutto il giorno impegnata in ufficio, l’unica giornata piena per godermi la città (che già conosco) e regalarvi qualche spunto culinario e non è sabato.

Intanto, vi lascio con un post su Dublino che risale a Febbraio di quest’anno.

Allora, scrivevo così

Dublino è una città rilassata e rilassante. Fortunatamente ho trovato un bel sole ad accogliermi, quindi inizio subito col dire che il tempo non ha fatto schifo. Voglio sfatare il luogo comune che vede dubliners e non girovagare con l’ombrello. Io non l’ho aperto per 2 giorni consecutivi.

Perché rilassata? La gente. Ommioddio, la gente! I dubliners sono friendly. Stop. Aperti a nuove conoscenze, aperte al diverso, aperti al viaggio e sempre presi bene. Sarà la birra? Sarà perché lì si vive veramente bene? Sarà perché sono abituata a vedere italiani incazzosi o perché soltanto vivo in un Paese il più delle volte incazzoso e restio ad accettare la diversità? Sarà un po’ per tutto questo.

Perché rilassante? A Dublino ti viene voglia di camminare, spesso in mezzo alla strada. Metterti lì in mezzo, seguire il flusso, il va e vieni di chi intona qualche inno gaelico, dei turisti che si confondono egregiamente con gli irlandesi. Insomma, a Dublino esci e cammini. Lo fai senza dover per forza prendere un autobus o uno di quei taxi americanissimi che vanno in giro con i led gialli. Girare a piedi, oltre che low cost, è il modo migliore per godere della splendida vista e conoscere la città. Che è verde, raccolta, gioviale, accogliente e bella.

Mi sono innamorata di Dublino. Si vede? E non potrebbe essere altrimenti. La città è il luogo perfetto per un weekend breve ma intenso.

Vi lasciavo anche con una gallery fotografica che potete vedere qui: “Il cielo d’Irlanda ma anche la gente, la guinness, il food.”

A febbraio ero piena di sogni, in particolare ne avevo uno che ho già realizzato. Adesso mi ci trovo dentro e giorno dopo giorno apprezzo la meraviglia che ho tra le mani e il fatto di vivere all’estero. Non posso chiedere di meglio al momento, per cui questi ultimi 2 mesi dell’anno non saranno pretenziosi. Rifletterò, piuttosto, su quel che mi serve per completarmi come persona, prima di fare un passo ancora più lungo. Adesso mi sento più completa rispetto a un anno fa e libera. Di viaggiare, di raccontare, di sentire addosso a me la gioia, il buio, il dolore, l’amore e vivere tutto questo sulla mia pelle, a random.

Ci sentiamo nel weekend. Felice di leggervi, felice d’esser letta.

Foodiana